MUSEO : LA CULTURA E LA SUA DIFFUSIONE


Tra le eccellenze che possiamo elencare nel nostro paese l’elenco non è lunghissimo e tra le prime voci il museo BE.GO. è una di rilievo.

 

Avevamo diverse chiese e tabernacoli sparsi nel capoluogo, non era facile effettuare le necessarie manutenzioni e alcuni decenni fa il recupero iniziò prima raggruppando alcune opere al piano superiore della biblioteca di Castelfiorentino, collocate dopo nell’apposito museo BE.GO.

 

 

Il Museo avrebbe dovuto diventare una eccellenza non tanto per competere con il Boccaccio o le torri di San Gimignano, ma almeno mostrare in modo egregio quel che abbiamo.

 

 

Valorizzare il patrimonio artistico e culturale non è facile, abbiamo tanti esempi di degrado, anche se capita di trovarne di ottimo utilizzo delle risorse sia umane (personale incaricato di guidare i visitatori negli spazi museali) sia logistiche (collocazione degli oggetti, integrazione con presentazioni multimediali interattive etc.).

 

 

Sono stato a Londra e mi ha stupito il loro sistema museale “free” cioè non si paga biglietto, certo che un museo non può certo vivere con le entrate dalla vendita dei biglietti di ingresso, anche al Palazzo Vecchio a Firenze è tutto un fervore di laboratori, percorsi guidati etc del tipo “le stanze segrete di Cosimo” o laboratorio di pittura (ricordo di averci portato mia figlia oltre 10 anni fa)

 

Possiamo inventarci qualcosa del genere ? Abbiamo personale qualificato che possa insegnare ad es. la tecnica dell’affresco ai ragazzi delle medie ? Potrebbe dotarsi di tali attrezzature il Museo Be. Go. stesso ?

 

 

Il museo non deve essere un luogo ove produrre reddito, ma come la biblioteca diffondere cultura, e le persone incaricate alla diffusione devono avere la possibilità di effettuare il loro lavoro.

 

Un museo aperto senza visitatori serve a se stesso e basta.

 

 

Al Museo si potrebbe affiancare uno spazio espositivo di un artista, uno spazio gratuito che l’artista pagherà lasciando una delle sue opere al museo, un mese di spazio per artista, ogni anno 12 quadri al Museo. Unico costo per il Museo : la stampa di volantini con le opere dell’artista e la possibilità di ricevere visitatori per il Museo e per visionare anche le opere dell’artista.

 

Questa operazione è diffusa, l’ho vista in azione in un paesino della Garfagnana, Sillico , una frazione di Pieve Fosciana, Vi garantisco che funziona.

 

Da diversi anni infatti ospitano artisti anche dall’estero, tengono per un mese o più le opere esposte in un palazzo-museo e ci affiancano uno spazio destinato alle opere “dono”.

 

 

Se poi verrà individuato uno spazio diverso (invece del Museo) ben venga, a Montelupo ad es. sono stati recuperati alcuni vecchi opifici industriali e sono diventati spazi espositivi, meglio che nulla !

 

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