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Cittadini italiani in un ufficio pubblico

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Cittadini italiani in un ufficio pubblico

Maria è sempre stata una donna molto determinata e decisa.
Nel Settembre del 2013 si era convinta che doveva fare qualcosa per mettersi in proprio e allora .. via ! Dopo la partita Iva, aperta con non poche difficoltà, ma con l’aiuto del suo compagno abbastanza esperto di informatica, si stava dirigendo verso la Camera di Commercio !!
Aveva svolto molti anni di onesto lavoro nero ai margini della società. No! Non pensate male !!Non batteva !
Nella società spesso si creano vuoti di assistenza o aiuto a determinate fasce di popolazione, nella nostra questo è accaduto per gli anziani. Maria aveva iniziato a lavorare come badante di persone anziane, organizzare feste di compleanno nelle case di riposo, o roba simile e si faceva pagare per questo.
Maria incontrava tante persone nel suo lavoro. Era sempre una persona aperta all’innovazione, anche se la scuola e lo studio non erano stati il suo forte, il lavoro non la spaventava e di fronte alla fatica fisica non si tirava indietro.
Raggiunti i quaranta (anni) non si era costruita una famiglia, lei era sempre “volata di fiore in fiore”, era l’allegria in persona e come si suol dire, “la gente allegra, Dio l’aiuta !”.
L’ultimo compagno era un tipo silenzioso e cupo, non l’aveva accompagnata alla Camera di Commercio, forse non voleva fare brutte figure, anche se l’aveva aiutata nella prima fase di inizio attività, ma non in quella della iscrizione alla Camera di Commercio, così da farle fare un po’ d’esperienza con gli uffici pubblici.
Così Maria entrò nell’ufficio al 2° piano, rumore di stampanti in azione e percussioni di dita sulle tastiere erano gli unici suoni in giro; c’erano solo gli impiegati dell’ufficio.
Si presentò allo sportello e annunciò :
– Vorrei iscrivermi al registro delle imprese! –
L’impiegato si era da poco avvicinato al bancone, si trattava di Giorgio, un uomo distinto, capelli bianchi corti, vicino ai sessanta e inforcava un paio di eleganti occhiali da vista.
Giorgio apostrofò Maria :
– Ma come ? Con tutte le attività che cessano e quelli che cessano la partita Iva lei nel 2013 vuole aprire un’attività? –
Maria si sorprese un po’ della domanda e del tono, ma lei era decisa e determinata, non la smuoveva nessuno, la settimana prima all’agenzia entrate era stato facile, il suo compagno l’aveva iscritta online, ora serviva solo l’iscrizione alla camera di commercio, avrebbero potuto utilizzare il Suap, “impresa in un giorno” Maria aveva scelto di andare di persona, era una cosa che non aveva mai fatto e era contenta di pensarci da sola.
L’attività registrata non era altro che quella che aveva svolto fino al quel momento, solo che da quel momento in poi avrebbe pagato le tasse allo Stato e questo le avrebbe permesso di avere un minimo riconoscimento pensionistico del resto con solo quaranta anni, anche il compagno glielo aveva detto, ora o mai più, e…. che la dovevano aiutare, se no avrebbe continuato a lavorare a nero.
Maria con voce sibilante e tono deciso :
– Mi dovrebbe iscrivere a questa attività indicata sulla partita iva, a partire da oggi, e… non è finita !
Voglio un elenco in formato .xls di tutte le case di riposo pubbliche e private della provincia e associazioni di volontariato e roba simile.-
Quest’ultima richiesta non era farina del suo sacco, gliel’aveva scritta il suo compagno (era un hacker di quelli tosti, ma aveva negato l’aiuto per queste cose a Maria, non voleva semplicemente perderci tempo) e Giorgio l’aveva capito quando Maria aveva tirato fuori un fogliolino come quando al supermercato non ci si ricorda cosa comprare e riappare la lista della spesa.
Giorgio si rabbuiò e scattò come una molla :
– Come aiutare ? questa non è una pubblica assistenza, io ho da lavorare e non posso stare dietro a Lei ! –
Maria soggiunse :
– mi scusi tanto sa! Del resto oggi non c’è nessuno, Lei finora non si stava ammazzando di lavoro e poi qual è il vostro ruolo ? Non dovete forse aiutare gli utenti di questi uffici ad intraprendere attività ?-
Per Maria, una donna simpatica con una mascella a mastica-ciringomme, e il sorriso così marcato che anche se si fosse nascosta la bocca ed il naso con le mani le avrebbero riso gli occhi, da tanto ridevano per conto loro, si divertiva nell’ ufficio pubblico, lei era come se fosse al lavoro, perché lo avrebbe fatto anche gratis.
Giorgio si fece serio, spiegò che per l’iscrizione occorre trovare un codice attività e lui non poteva farlo, non era compito suo, mentre per la lista in .xls loro fornivano dati solo a pagamento.
Il compagno di Maria non avrebbe avuto difficoltà qualche mese dopo ad entrare nei database della Camera di Commercio, lasciare un messaggio di saluto a Giorgio dopo avere preso le liste che servivano a Maria.
Per tutta risposta Maria sbottò :
– se prima mi avete detto che si cancellano tutti , allora ho capito ! E’ colpa vostra, che ci state a fare ?? Dovrebbe essere come gli elenchi del telefono , sono accessibili a tutti, ognuno ne può fare l’uso che vuole, dovreste fornirli gratis !
Giorgio trasalì, nessuno in quasi quaranta anni di onorata carriera si era mai permesso di pretendere qualcosa. Lo chiedevano, ma lui, arrogandosi nel suo potere di impiegato pubblico, era quello che negava, e qualche volta ci si divertiva, specie quando gli utenti non conoscevano la “loro” legge o la richiesta era stata inoltrata nella forma non corretta.
Lui, il discendente degli impiegati pubblici costituiti in era fascista in base ad apposite leggi, l’equilibrista del suo “mansionario”, che aveva preteso ed ottenuto, non si schiodava da lì, mai avrebbe fatto più di quanto esattamente elencato nei possibili lavori di sua competenza.
Il “buon senso” non rientrava nelle sue mansioni.
E infatti il lupo perde il pelo, ma non il vizio, Giorgio negò tutti questi servizi alla povera Maria, non poteva prendersi la responsabilità per una iscrizione a un codice attività errato che poi si sarebbe portata dietro per sempre.
Le occorreva un consulente ! E pagarselo poi…!
Ma chi meglio di Giorgio avrebbe potuto fargli da consulente ? Solo che lui non voleva/poteva..
Maria non si arrese, telefonò al compagno, lui, dopo pochi minuti a navigare su internet trovò un codice compatibile con la sua attività e informò Maria di lasciar stare per l’elenco ditte, lui sapeva già come fare… del resto siamo in Italia !
Quindi pronta ora ad iniziare la sua avventura di “ditta”, Maria si sentì una persona nuova, con tante responsabilità in più, il suo compagno le avrebbe facilitato l’inserimento in nuove strutture, provveduto ad inviare mail ai destinatari prelevati senza pagare nulla alla camera di commercio, e non è per i quaranta o cinquanta euro, ma per il principio, perché pagare qualcosa a tutti i “capannelli” tirati su dalla pubblica amministrazione ? E’ questo quello che il compagno di Maria non accettava, ogni centro di potere ha il dovere di arrangiarsi imponendo tasse e balzelli per autofinanziarsi e il diritto di farlo, quello che ci scapita poi è il cittadino.
Il ragionamento non faceva una piega, ma da questo ne discendeva che il cittadino si arrangia a sua volta. Si tratta di un circolo vizioso che prima o poi dovrà finire. Giorgio aveva capito che in effetti c’era qualcosa che non andava nel rapporto pubblica amministrazione/cittadino, ma non sapeva come migliorarlo, certo avrebbe dato interi dvd con file .xls alla simpatica Maria, ma avrebbe disatteso gli obblighi propri del suo ufficio.
Gli uffici pubblici sono ancora spesso “ostili” ai cittadini, pur essendo gli impiegati pubblici cittadini loro stessi.
Maria salutò Giorgio cordialmente, del resto lei non ce l’aveva con lui, anzi l’aveva trovato simpatico e gioviale, però non potette fare a meno di metterlo in guardia dalla sua idea; le era venuta in mente una proposta di legge/scambio , cioè trovare una forma per far provare un mese l’anno agli impiegati pubblici a stare dalla parte degli utenti, e gli utenti avrebbero provato a passare dalla parte di là e provare a sopportare tutte le tipe come Maria, di ritorno a casa ne avrebbe parlato con il compagno (lui stesso aveva proposto alcune petizioni tramite avaaz) , e sono sicuro che ci sarebbe da divertirsi con Maria in un ufficio pubblico e certo anche con Giorgio utente !

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Autore: rfrancalanci

Innanzitutto mi presento : sono uno dei tanti ultracinquantenni che con le leggi di venti anni fa sarebbero già andati in pensione ed invece con le odierne leggi dovranno lavorare (se ci sarà lavoro) altri dieci anni come minimo. Non mi fa paura lavorare, solo mi rende triste dover rimanere inattivo, perché ovunque mi rivolgo tutti mi dicono che “non è compito nostro far lavorare i dipendenti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà” Così me ne ritorno a casa mesto, ben conscio che quel barile al quale tutti attingono un bel giorno finirà se non finisce questa crisi, e allora saranno dolori per tutti. I miei genitori e nonni nel periodo post-bellico hanno vissuto veri momenti di solidarietà e di condivisione, non per questo se avete occasione di parlare con qualcuno che ha vissuto quei momenti vi dirà che tutto sommato erano momenti duri, ma felici. Sono nato intorno agli anni sessanta, quando l'Italia era in pieno boom economico e ancora in fase di ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, i padri e le madri in quel periodo cercavano di crescere i figli in condizioni migliori di quelle in cui loro stessi erano cresciuti, il benessere incominciava anche in Italia e con esso l'egoismo, lentamente si insinuava nel comportamento dell'italiano medio. Il danno maggiore alla società odierna comunque è l'introduzione di modelli vincenti verso i quali i giovani sono stati stimolati dai mass-media e dalle dinamiche di gruppo, per semplificare vorrei evidenziare che il modello del “furbo” ci è stato fatto digerire come “sempre vincente” Viene da chiedersi se dobbiamo introdurre un nuovo modello di riferimento, e ora che la rete ci permette di conoscere in quali paesi del mondo secondo noi la vita è migliore, sta a noi poi scegliere a quale ambire , se per es. è migliore la Svezia, o gli Stati Uniti o forse il Buthan, e subito dopo aver pensato globalmente, agire localmente. Credo che "oichebelcastello !" sia un ottima modalità per agire localmente, anche a molti farà sorridere nel ricordare il ritornello della canzoncina intonata agli amici non appena avevamo finito di costruire il nostro castello di sabbia.

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