VIVA L’ITALIA


CINEMA COME TERAPIA

Ho visto tutto il film “Viva l’Italia” , gli ultimi minuti erano i migliori, forse gli unici, ma fin troppo accusatori.
La prima reazione è disgusto, non per il film o il cast, ma per il messaggio ed i contenuti.
La seconda è quella di analisi e perplessità.
La perplessità è per i dubbi che mi lascia del tipo : – cosa deve succedere per “invertire la rotta” ?-
Non credo sia sufficiente andare al cinema, o farsi venire un “colpetto” come al politico protagonista interpretato da Michele Placido per cambiare qualcosa. Mi chiedo se i films come “Qualunquemente” o anche questo possono diventare uno stimolo a “fare o agire ”, e mi rispondo : -NO !-
Lo stesso attore principale guarda caso era nella Piovra di molti anni fa (1984 – 2003)
I famosi polpettoni TV sono serviti per far conoscere o forse banalizzare ?
Il cinema può avere effetto terapeutico, e come un libro o una bella canzone ci può far sognare, o come minimo raccontare una bellissima storia.
In certi casi l’argomento può affrontare temi come la salute, la guerra, amore, morte e allora un elettroshock simile a quello su “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, può fare davvero male, quindi ci somministrano piccole scariche continue e con bassa intensità : siamo diventati immuni !
No, non ci sto a prendere la solita razione della scossa-banale-elementare medicina, se la medicina è la solita sbobba.

E mentre Saviano scrive :
– La nuova omertà, figlia della cultura mafiosa, non nega l’esistenza delle mafie, dice semplicemente: “Sono cose che si sanno”. Ciò che anni fa si declinava con “tutte balle, non esiste la camorra” o “la mafia è un’invenzione dei giornali”, oggi si esprime dicendo “lo sanno tutti”. Le nuove generazioni dell’omertà non negano, ma banalizzano, portano tutto a una dimensione fisiologica del fenomeno.
Eppure negare e banalizzare, sono entrambi modi per annichilire la condivisione,
l’approfondimento e anche per giustificare la propria inazione, talvolta la propria connivenza, il fastidio dinanzi a chi ne parla, ne fa tema, ne fa lavoro.
“Si sa, lo sanno tutti, è stato già detto”, come fosse cosa scontata, un argomento già affrontato sul quale è inutile tornare. A chi dice “sono cose che si sanno” dobbiamo rispondere con la stessa indignazione che proviamo verso l’omertà. –

Parlare di questo film è già una sconfitta, ormai è stato in testa alle classifiche del botteghino e già non avrei voluto parlarne, ma ci sono modalità di comportamento relative alla famiglia che farebbero annichilire qualsiasi persona con oltre 70 anni.
Purtroppo qualche volta si verificano incidenti anche nella fascia di età dei “saggi” 70enni, ed è anche vero che la saggezza non aumenta più con l’età come succedeva molto tempo fa.
Da altri blog di cinema i commenti non sono teneri ad es. :
– Se i Padri della nostra Patria, quelli già citati e con l’aggiunta di almeno un altro grande colpevolmente dimenticato da Bruno come Alcide De Gasperi, avessero usato questo metro di giudizio per fondare la nostra democrazia e ricostruire il Paese, oggi probabilmente non ci sarebbe più nessuna Italia. –
oppure :
– Viva l’Italia? Certo, in nome del botteghino. –
e io mi associo.

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3 pensieri riguardo “VIVA L’ITALIA

  1. Hai seguito il mio consiglio e hai guardato il film. Mi trovo d’accordo su una cosa con te, che se ne parla così tanto da svuotare di contenuto un problema molto grosso. Infatti, come tu riporti da altre fonti, questo film sembra essere costruito più per far soldi che per lanciare un messaggio. In fondo la Costituzione, come viene spiegata nella storia, la conosciamo a memoria e sappiamo delle tresche che vengono perpetrate a favore del parentato politico. Quando ho citato il film nel mio blog lo avevo fatto proprio in virtù di un episodio accaduto davvero. Un figlio di una famiglia facoltosa, fuori corso da ormai nove anni, iscritto ad una triennale fuori la sua regione, che non gli fregava nulla dello studio e della gavetta perchè tanto poi il posto un genitore te lo trova. E mi ricordava appunto questo film.
    però, a mio modesto parere, ho trovato il film interessante, un ulteriore richiamo alla nefandezza della casta, un ulteriore chiodo al quadro sociale che ci si presenta quotidianamente. Essendo giovane ho l’idea, come molti del resto, che non puoi essere qualcuno se non sei figlio di… o parente di… e del tuo bagaglio culturale, della tua esperienza l’Italia se ne sbatte se non hai le spalle coperte. Ne abbiamo fatto di lotte, black block, G8 a Genova, scioperi e manifestazioni e da questa espressione delle nostre idee ne sono usciti soltanto morti e giovani sotto accusa per non aver rispettato le generali regole del manifestare civilmente. Quindi o sei imparentato, o ti genufletti davanti alla casta, o sei costretto ad andar fuori e abbandonare l’Italia. A meno che non hai un pizzico di fortuna e tanta pazienza se vuoi attendere un’occasione importante.

    1. Per la casta e l’ho scritto anche ad un amico e blogger pure lui occorrono (lo dicono anche nel film) la trasparenza e nuove regole di accesso al potere.
      Riconosco che l’Italia sta subendo un momento di “bassi” , ma non posso non essere ottimista. Ce la metto tutta credimi.

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