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FINANZA DA BRIVIDI

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FINANZA DA BRIVIDI

La mano tremava, il mouse era come un cannone puntato su un bersaglio immaginario.
Non era come la battaglia navale, lì non si sparava a casaccio con la speranza di colpire con una buona dose di fortuna l’incrociatore o il sommergibile rimasto all’avversario.
Il bersaglio era chiaro : si doveva fare soldi, a palate , ogni giorno, ogni mese , tutto calcolato, c’era un margine di errore, ma anche quello era calcolato, tagliare le perdite oltre il 5 % , ci sono dei programmi che lo fanno in automatico, alcuni erano da tenere sotto controllo. Vendere appena si beccava il 3 o 4 %.
Gli strumenti finanziari di copertura invece di coprire, spesso alimentavano guadagni extra, anche del 200% alla settimana, cose che raccontarle ora a uno che fatica tutto il giorno per una quarantina di euro nette c’è da farsi sparare.
Non ci si poteva permettere di sbagliare, lo sbaglio comportava di perdere affidabilità.
I programmi finanziari erano quasi tutti di produzione americana, non so come Giorgio se li fosse procurati, ma credo avesse un amico che lavorava in Banca con l’incarico di trader.
Per comprarli ci volevano almeno quattro milioni, dati storici a parte.
In Banca gli operatori non sapevano niente di queste tecniche, non le forniscono a scuola e tantomeno le Banche hanno tempo per formare i dipendenti in un settore troppo specialistico e “pericoloso”, il fai-da-te imperava, e solo tra quelli che ci capivano un po’.
Ma non c’era da divertirsi molto, notti insonni per qualche perdita fuori misura, discussioni a non finire con le banche per le provvigioni che si prendevano per le transazioni, il cervello sempre in asfissia e crampi alle mani per via del mouse.
Poteva durare ?
Poi le regole, anche rispettandole ti capitava sempre la fregatura, e una buonanima infatti diceva :
– Io mi levo sempre presto la mattina, ma, mi pare impossibile, trovo sempre qualcuno che si è alzato prima di me ! –
E infatti il “parco buoi” è sempre stato guidato, favorito o punito all’occorrenza, dalla lobby, dal centro di potere, dal politico di turno, ci hanno fatto credere per es. che le Parmalat erano un affare.. Hai voglia a vedere i bilanci , hai voglia a guardare gli storici degli scambi (ci pensavano loro a falsare gli scambi nel mercato, erano tutti fittizi !)
Sai quanti ce ne sono di esempi ? La Ferruzzi, Alitalia etc
L’informazione finanziaria si è prestata spesso a far salire agli allori titoli o aziende che non lo meritavano affatto, creare aspettative esagerate senza che ci fosse niente dentro, proprio NIENTE.
Prima del 2001 bastava avere un conto corrente un dossier e “via” ! Il presunto eroe si scriveva le sue regole e doveva rispettarle, se le cambiava era a suo rischio e pericolo.
Le regole erano :
– non seguire le “voci” , ce n’erano tantissime in rete su una o l’altra società, fece scalpore quella di un pizzaiolo new-yorkese che aveva messo su un sito di “segnalazioni”. La modalità era semplice, segnalava un titolo , tutti lo compravano , aumentava il prezzo e poi il tizio che aveva pagato il pizzaiolo per segnalare quella azione, e il tizio ne aveva un bel po’, ne vendeva un vagone e la gente si trovava con un pugno di mosche in mano. Hai voglia a rovinare la gente !!
– occhio ai “fondamentali” qui era facile procurarsi bilanci, interpretarli era più difficile, ma se c’erano troppi debiti più che fatturato era meglio stare lontani.
– comprare “basso” se il titolo era cresciuto più di tre volte il suo valore nell’ultimo anno, girare a largo, e comunque per ogni titolo era opportuno avere dati storici-quantitativi in termini di scambi giornalieri.
– operare in un mercato borsistico possibilmente “mondiale” , in mancanza di ciò con fondi o sicav
(società di investimento a capitale variabile) specializzate concordando la percentuale di liquidità in base al rischio scelto dal cliente.
– utilizzare al meglio i programmi come il meta-stock, advance get, equis o altri e possibilmente sempre con la stessa modalità es. candle-stick, macd, o altre sigle sconosciute a chi non ha mai masticato di analisi finanziaria e trading on line.
Tutto ok fino all’introduzione a piene mani di derivati di ogni tipo, del resto il mercato delle opzioni, era sempre esistito, e per chi non lo sapesse, veniva definito dagli inglesi “hedge”.
Qualcosa di marginale se riferito ai terreni : la classica siepe.
Ricordate Battisti ? Diceva :
– Ma come può uno scoglio arginare il mare ? – va beh scoglio / siepe insomma siamo lì ….volevo dire che il mare di debiti non si stoppa con prodotti tossici. E infatti…
Il diffondersi di CW covered-warrant call put e fondi specifici hanno impestato il mercato di tutto quello che non potrete mai immaginare, ma in pratica poi l’avete visto.
Soprattutto le Banche hanno incaricato matematici per confezionare prodotti finanziari talmente complessi che un “umano” mai avrebbe potuto capirne il funzionamento.
Qui mi riferisco ad es. alle obbligazioni con “sottostante” cioè un privato che deve scegliere tra una azione (senza sicurezza di rimborso specie se l’azienda fallisce) e una obbligazione (debito contratto da un ente pubblico o privato con una scadenza più o meno lunga) se non vuole rischiare sceglie una obbligazione. E qui casca l’asino ….
L’idea di confezionare obbligazioni legandole a “scommesse” fino a che il mercato borsistico andava bene, tutto ok, ma dopo ? Il mercato finanziario americano ha fatto flop proprio per questo motivo. Era stato immesso sul mercato un quantitativo esagerato di obbligazioni legate a debiti di mutui che mai nessuno avrebbe pagato.
E qualche illuso come Giorgio, un giovane che conoscevo bene, e si era convinto che poteva fare da solo tutto quello, che poteva diventare il suo unico lavoro , a patto che ci stesse un po’ attento. All’inizio gli era andata bene, si era trovato senza lavoro, un suo amico figlio di papà con un sacco di grana gli aveva dato un po’ di soldi e un’indicazione che era un invito a nozze per lui, :
– Basta che mi fai guadagnare, ti do questo gruzzolo e me lo gestisci te ! , se sei bravo ci dovresti fare un 2 o 3 milioni al mese -.
E lui era bravo ! E ci guadagnò anche il doppio, e ce n’era abbastanza per il suo amico.
Poi aumentò il giro, si sparse la voce di questa gestione “casalinga” di finanza e aumentarono i clienti, tutti con molta grana.
Ma lui non era uno del parco buoi con il fiocchino, lui faceva parte del parco buoi. Come tutti.
E solo i pochi non del parco buoi, quelli che sanno dove va la Borsa, potevano fare operazioni opposte al mercato, perché…. lo sapevano!
Alla domanda ad Agnelli della Fiat :
– Come va la Borsa ? –
Agnelli non era solo un saggio, ma anche un pratico rispose :
– La Borsa va dove vuole ! –
Povero Giorgio ! Pochi mesi dopo iniziarono i periodi bigi, i flop dei tecnologici, certo lo si dice con il senno di poi , come poteva Tiscali valere metà della Fiat ?
Tiscali era solo uno palazzo con qualche decina di persone dentro …
Anche se ci fosse stato attento !!! C’era dentro fino al collo. Ridette tutto al suo amico, meno male che si era posizionato su alcuni obbligazionari emergenti e con quelli aveva pareggiato le perdite di borsa.
I brividi di qualche giochino pericoloso tipo le montagne russe in occasione di una breve visita a Gardaland non possono diventare un lavoro, e infatti non fu così per Giorgio. I brividi finirono.
Trovò un lavoro decente, come direttore in un centro commerciale, la sua esperienza in finanza un po’ gli serviva anche lì e poi gli piaceva molto il rapporto con le persone, mentre il finanziere d’assalto era un lavoro ben più arido.

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Autore: rfrancalanci

Innanzitutto mi presento : sono uno dei tanti ultracinquantenni che con le leggi di venti anni fa sarebbero già andati in pensione ed invece con le odierne leggi dovranno lavorare (se ci sarà lavoro) altri dieci anni come minimo. Non mi fa paura lavorare, solo mi rende triste dover rimanere inattivo, perché ovunque mi rivolgo tutti mi dicono che “non è compito nostro far lavorare i dipendenti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà” Così me ne ritorno a casa mesto, ben conscio che quel barile al quale tutti attingono un bel giorno finirà se non finisce questa crisi, e allora saranno dolori per tutti. I miei genitori e nonni nel periodo post-bellico hanno vissuto veri momenti di solidarietà e di condivisione, non per questo se avete occasione di parlare con qualcuno che ha vissuto quei momenti vi dirà che tutto sommato erano momenti duri, ma felici. Sono nato intorno agli anni sessanta, quando l'Italia era in pieno boom economico e ancora in fase di ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, i padri e le madri in quel periodo cercavano di crescere i figli in condizioni migliori di quelle in cui loro stessi erano cresciuti, il benessere incominciava anche in Italia e con esso l'egoismo, lentamente si insinuava nel comportamento dell'italiano medio. Il danno maggiore alla società odierna comunque è l'introduzione di modelli vincenti verso i quali i giovani sono stati stimolati dai mass-media e dalle dinamiche di gruppo, per semplificare vorrei evidenziare che il modello del “furbo” ci è stato fatto digerire come “sempre vincente” Viene da chiedersi se dobbiamo introdurre un nuovo modello di riferimento, e ora che la rete ci permette di conoscere in quali paesi del mondo secondo noi la vita è migliore, sta a noi poi scegliere a quale ambire , se per es. è migliore la Svezia, o gli Stati Uniti o forse il Buthan, e subito dopo aver pensato globalmente, agire localmente. Credo che "oichebelcastello !" sia un ottima modalità per agire localmente, anche a molti farà sorridere nel ricordare il ritornello della canzoncina intonata agli amici non appena avevamo finito di costruire il nostro castello di sabbia.

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