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IL PORTACENERE

4 commenti


Non fumo, provai a fumare da ragazzo, il vizio non attecchì.
Non uso portacenere, non li ho in casa e nemmeno li ho trovati nella nuova auto appena acquistata.
La mancanza di portacenere nell’auto è stata una delle motivazioni a scrivere.
Un susseguirsi di interrogativi sulle ragioni della soppressione del portacenere mi ha condotto a fare delle ricerche in rete. Non ho telefonato alla Fiat per chiedere le ragioni di ciò.
Il produttore di auto non si pone il problema di come si comporta in auto l’acquirente di un veicolo. Il proprietario di un autoveicolo usa quello che trova e da italiano si arrangia al meglio.
Ma se uno fuma ? E se mangia caramelle o merendine ? Dove deve mettere la carta o la plastica?
Posso solo fare una considerazione personale :
– I produttori di auto 30 o 40 anni fa erano più attenti alle necessità degli automobilisti. –
Ma mi chiedo :
– Che cosa ha spinto a modificare gli allestimenti ? –
La proibizione del fumo negli ambienti pubblici ha determinato la modifica degli accessori anche nelle auto.
Può essere una spiegazione, ma non mi basta.
Credo ci siano delle ragioni economiche alla base.
Il portaoggetti è un accessorio che impegna , inoltre il design impone linee curve, sinuose e l’inserimento di accessori il relativo montaggio ha evidenti costi e possono essere evitati.
L’ATTENZIONE è questo il problema !
Noto un calo di attenzione al consumatore finale e anche all’ambiente.
Ecco, l’ambiente, l’assenza di un portaoggetti ha dal mio punto di vista riflessi sull’ambiente.
Ne ho avuto conferma troppe volte nel vedere automobilisti aprire il finestrino e gettare qualsiasi cosa avessero in mano : bicchieri, lattine, incarti in plastica, fazzoletti di carta etc.
La mancanza di attenzione dilaga.
Ho persino suonato il clacson ad uno di questi incivili.
La risposta ? Un dito medio alzato , evidentemente gli sembrava aver ragione.
Fermo ad un semaforo osservo la quantità di rifiuti che il vento non ha portato via.
Accumulati in attesa di un evento del tipo “puliamo il mondo” o di operatore ecologico in trasferta, se ne stanno lì inerti, non danno noia a nessuno, solo testimoniano il grado di civiltà di certi automobilisti.
Mi scorrono nella mente le comunicazioni del WWF sulla velocità di degrado dei materiali abbandonati nell’ambiente. Tra tutti quello dell’accendino usa e getta risulta essere tra i più lunghi :
– cento anni !!! –
No, non ci saremo, non ci saranno i nostri figli. Chissà se gli incivili lo sanno, chissà se gli passa per la mente. Sicuramente no.
Si tratta di piccole cose, non ci vorrebbe molto.
Un sacchetto da mettere vicino alla guida, da utilizzare come cestino di rifiuti.
Nella 500 di mio padre comprata negli anni del boom economico, sportelli a vento, una delle prime, c’erano portaoggetti, portacenere.
I consumatori devono richiedere queste cose.
Non si tratta di accessori particolari.
Non si cambiano le abitudini con gli oggetti. Non credo che l’inserimento di un portaoggetti nell’auto induca l’incivile a cambiare atteggiamento.
Si parte da piccole cose, segnali, modeste indignazioni come la mia.
Ho scritto queste righe per solo sfogo.
La prossima volta sceglierò l’auto con più attenzione, in mancanza di portaoggetti ….VIA!!!! A VEDERNE UN’ALTRA , SUBITO!!!!

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Autore: rfrancalanci

Innanzitutto mi presento : sono uno dei tanti ultracinquantenni che con le leggi di venti anni fa sarebbero già andati in pensione ed invece con le odierne leggi dovranno lavorare (se ci sarà lavoro) altri dieci anni come minimo. Non mi fa paura lavorare, solo mi rende triste dover rimanere inattivo, perché ovunque mi rivolgo tutti mi dicono che “non è compito nostro far lavorare i dipendenti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà” Così me ne ritorno a casa mesto, ben conscio che quel barile al quale tutti attingono un bel giorno finirà se non finisce questa crisi, e allora saranno dolori per tutti. I miei genitori e nonni nel periodo post-bellico hanno vissuto veri momenti di solidarietà e di condivisione, non per questo se avete occasione di parlare con qualcuno che ha vissuto quei momenti vi dirà che tutto sommato erano momenti duri, ma felici. Sono nato intorno agli anni sessanta, quando l'Italia era in pieno boom economico e ancora in fase di ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, i padri e le madri in quel periodo cercavano di crescere i figli in condizioni migliori di quelle in cui loro stessi erano cresciuti, il benessere incominciava anche in Italia e con esso l'egoismo, lentamente si insinuava nel comportamento dell'italiano medio. Il danno maggiore alla società odierna comunque è l'introduzione di modelli vincenti verso i quali i giovani sono stati stimolati dai mass-media e dalle dinamiche di gruppo, per semplificare vorrei evidenziare che il modello del “furbo” ci è stato fatto digerire come “sempre vincente” Viene da chiedersi se dobbiamo introdurre un nuovo modello di riferimento, e ora che la rete ci permette di conoscere in quali paesi del mondo secondo noi la vita è migliore, sta a noi poi scegliere a quale ambire , se per es. è migliore la Svezia, o gli Stati Uniti o forse il Buthan, e subito dopo aver pensato globalmente, agire localmente. Credo che "oichebelcastello !" sia un ottima modalità per agire localmente, anche a molti farà sorridere nel ricordare il ritornello della canzoncina intonata agli amici non appena avevamo finito di costruire il nostro castello di sabbia.

4 thoughts on “IL PORTACENERE

  1. credo che il produttore sia più propenso nell’attirare l’attenzione del consumatore verso comfort, comodità e lusso a bassi prezzi. nell’auto di mio fratello, appena comprata, c’è il richiamo vocale, quello che in poche parole puoi comandare telefonini e tablet collegandoli all’auto e usando la tua voce. non che serva a molto. manca uno schienale con tasca per inserirci magari la rivista che si legge durante il viaggio… accortezze. lui la comprò per il vivavoce. io avrei comprato un’auto usata.

  2. Condivido, oggi sarebbe meglio avere l’auto dotata di qualcosa per i rifiuti, anzi il portacenere che è utile solo ai fumatori. Sul suo effettivo uso, poi ci sarebbe da lavorare molto, soprattutto per un buon numero di italioti

  3. Non sono una fumatrice ( una o due sigarette per provare il brivido)
    Mio padre aveva una 850 Fiat ed era ben accessoriata, soprattutto della mente civile del guidatore.
    Non è la macchina che fa il guidatore ben educato ma il contrario
    Un sorriso da Mistral

    • Hai ragione! es. i cestini di rifiuti in città …. se invece di poche decine per le strade ne mettessero centinaia si troverebbe meno sporco a terra ? Non è detto ! Il racconto è provocatorio, so bene che un accessorio non modifica un comportamento, ci vuol altro ! Il primo passo è prendere coscienza del problema : “come mai giovani e meno giovani gettano di tutto dai finestrini delle auto ? – . Quale intervento possibile ? L’educazione parte dal basso e l’esempio di certi adulti non è una via da seguire….quindi ….. boh … se esiste un ciclicità dovremo aspettare che nascano nuovi guidatori educati 🙂

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