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Volontariato ambientale: riflessioni

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ambiente_albero in mano

IMG DAL WEB

Volontariato ambientale: riflessioni
In questo mondo noi siamo ospiti e come degli ospiti possiamo comportarci in vari modi. Possiamo essere attenti e rispettosi, distratti e un po’ cialtroni o vandali opportunisti. L’uomo nell’ultimo secolo ha modificato in modo determinante il nostro pianeta, il corso dei fiumi, i paesaggi, le strade, le foreste, tutto in nome del progresso e forse anche per voler lasciare una traccia del suo passaggio. E’ cambiata la struttura della società, il modo di lavorare, tante cose sono migliorate, l’alimentazione più ricca ha permesso di vivere più a lungo, con l’aiuto delle scoperte della scienza e della medicina sono state sconfitte molte malattie, è cresciuto il livello d’alfabetizzazione, il benessere, almeno in una certa parte del mondo, si è diffuso. Molti cambiamenti hanno influito sulla vita di ognuno di noi in modo negativo, l’inquinamento, lo stress, le varie forme di violenza sulla persona.
Alcuni cambiamenti hanno interessato in modo determinante l’ambiente.
Ma cos’è l’ambiente?
Ambiente è dove viviamo, ma anche ciò che si usa, si mangia, si beve. Conoscerlo meglio sarebbe utile a tutti, rispettarlo, modificando alcuni comportamenti dannosi, assolutamente opportuno.
Ma per quale ragione cambiare comportamenti ed abitudini? rinunciare alle nostre comodità ? perché dobbiamo fare qualcosa ? chi ci obbliga ?.
Se la società in cui viviamo ci ha fin qui consentito un comportamento egoistico, quale potrebbe essere la giusta motivazione per far “muovere” le coscienze di coloro che da sempre hanno criticato chi opera in modo corretto, chi si adopera per lasciare ai nostri figli qualcosa di più di un pianeta pattumiera, di una terra sconsideratamente sfruttata, violentata e depredata.
Mosso da queste considerazioni, che vorrei definire “umanitarie”, perché credo che chi ama l’ambiente ama anche chi ci vive, nel 1995 insieme con altre persone ho partecipato alla fondazione di un’associazione di volontariato che si occupa di “ambiente”. L’associazione in un primo tempo prosperava, riunioni numerose, molti aiuti d’ogni genere, anche in denaro, lavori prestati gratuitamente, molte idee, partecipazione a corsi in centri specializzati per la soluzione delle problematiche ambientali più comuni, insomma, partecipazione, attivismo, fervore appassionato. Proprio durante uno dei corsi che ho citato intervenne un Avvocato. Egli si chiedeva perché ci fosse il volontariato, a cosa servisse realmente, insomma, cercava di capire perché la gente si riunisse in associazioni di volontariato.
Era naturalmente una domanda retorica, lui sapeva già la risposta.
Il volontariato nasce e si sviluppa quando uno Stato è carente in certi servizi essenziali, allora la coscienza civile si incrementa, si adopera, e fa di tutto per “tamponare” le falle dello Stato, è qui che intervengono le associazioni di volontariato che si organizzano e talvolta fanno meglio dello Stato stesso perché riescono a cogliere in pieno le attese dei cittadini. L’Avvocato continuò a parlare in termini spiccioli: chi dà al volontariato, toglie a qualcun altro, nella fattispecie se si tratta di un padre di famiglia, toglie alla famiglia, e cosi’ via … Anche questo era verissimo, anche solo andare alle riunioni è stato per me un impegno non indifferente, avevo la figlia piccola, sarei stato volentieri con lei la sera, durante il giorno lavoravo fino a tardi e dopo cena non le potevo dedicare nemmeno un poco del mio tempo. Quell’Avvocato aveva ragione !. L’associazione che abbiamo fondato nel 1995 si è sciolta dopo pochi anni.
Potrò in cosi’ poco spazio riepilogare il lavoro effettuato?. Non credo, forse non è nemmeno necessario. Posso però lanciare un appello affinché il lavoro di tanta gente non sia gettato alle ortiche.
Valorizzare il proprio ambiente, ecco quello che ciascuno di noi dovrebbe fare. Integrarsi con l’ambiente, restringere l’ambito delle attività ad un’area precisa ed appoggiare chi da sempre ha lavorato e lavora per valorizzare gli ambiti locali. Non dico che non sia importante devolvere dei soldi al WWF per un programma di salvataggio delle balene, ma come sono lontane le balene dal nostro mondo della Valdelsa !. Quante iniziative da intraprendere nelle nostre zone per fare qualcosa d’utile all’ambiente: la base di partenza per cominciare potrebbe essere quella tentare di lasciare l’ambiente dove viviamo come l’abbiamo trovato. La legge stabilisce che il volontariato non deve sostituirsi alla pubblica amministrazione, non deve esercitare la libera concorrenza con aziende private. Ma allora che cosa deve fare, se poi le pubbliche amministrazioni non condividono i “programmi” che le associazioni riescono a ritagliare nei già ristretti campi d’azione a loro riservati. Per la salvaguardia dell’ambiente ci sono due modi di operare, il primo repressivo, il secondo preventivo. La repressione è un compito che spetta agli addetti, le autorità possono elevare multe, effettuare sequestri. In Italia c’è una realtà abbastanza eterogenea per la vigilanza ambientale. Ci sono delle associazioni di volontariato denominate Guardie Ecologiche in varie regioni d’Italia, a Piacenza, circolano in uniforme, sembrano dei marescialli e chiedono che il Prefetto affidi loro incarichi di polizia giudiziaria, con questa facoltà potrebbero perfino disporre un sequestro !. L’uniforme per un volontario con compiti di vigilanza sarebbe un buon deterrente, il cittadino italiano non indossa le cinture, ma se vede la polizia se le mette, potrebbe funzionare anche con l’ambiente !.Nella Provincia di Milano ci sono oltre duemila volontari, presenziano i parchi e il Lambro; grazie anche alla loro presenza i visitatori si comportano meglio del solito. Un volontario di un’associazione se volesse fermare un individuo mentre scarica una cisterna di olio esausto in un bosco, non avrebbe più potere di un altro cittadino.
Desidero mantenermi un mite ambientalista, non mi interessano poteri particolari.
Nel continuare a narrare dell’associazione, devo rilevare che è mancato probabilmente il coordinamento di un’organizzazione a supporto dei volontari. Avevamo esaurito le capacità propositive; nessuno ci ha fornito gli spunti e i suggerimenti necessari.
Posso affermare con tranquillità che non c’è mancato il denaro, ma le idee, sono queste la vera ricchezza delle associazioni. L’attività svolta con maggior passione nell’associazione in cui ho prestato servizio in questi anni è stata l’educazione ambientale, si tratta, infatti, del modo di operare preventivo. Le scolaresche sono state accompagnate in escursioni da noi volontari. C’era un fervore da parte nostra nell’informarsi sulle specie di piante, razze animali del territorio, tipologia del terreno, storia locale, in modo che le domande dei piccoli non restassero senza risposta. L’educazione è un punto cardine non solo dell’aspetto ambientale, ma umano. Poter gettare le basi per un’organizzazione avente lo scopo di seguire lo sviluppo formativo degli studenti a partire dalle scuole elementari, sarebbe un progetto bellissimo. La scuola in questo caso sarebbe il campo di lavoro, e non dovrebbe collocarsi come la fruitrice primaria di un servizio, ma partner per la realizzazione dei programmi più svariati. Per prima cosa occorrerebbero gli insegnanti giusti, volontari e non, è infatti essenziale la qualità del servizio fornito, ad un progetto del genere potrebbero senza dubbio partecipare associazioni esistenti che ora spaziano dall’archeologia alla storia locale. Il fiume Elsa potrebbe diventare un buon argomento per le nuove generazioni, la sua storia, la forza dell’acqua, la costruzione dei mulini lungo le rive del fiume, la caparbia ostinazione a vivere in zone sottoposte ad inondazioni. Anche la raccolta differenziata potrebbe diventare materia di educazione ambientale. Facciamola tutti !. La Publiser sta lavorando bene per diminuire la quantità di rifiuti affidati alle discariche, occorre fare in modo che debbano essere pensati come “risorse”. Mi auguro che non ci sia bisogno delle multe (come in Austria) a chi non mette i rifiuti in uno dei sette cassonetti affidati ad ogni famiglia. Per il futuro si stanno delineando scambi di esperienze ed informazioni tra paesi di tutto il mondo. Internet è una realtà, la rete, alla quale tutti i comuni della Valdelsa hanno aderito, potrà senz’altro fornire informazioni a chi ne ha bisogno e carpire idee da chi è più bravo di noi!.

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Autore: rfrancalanci

Innanzitutto mi presento : sono uno dei tanti ultracinquantenni che con le leggi di venti anni fa sarebbero già andati in pensione ed invece con le odierne leggi dovranno lavorare (se ci sarà lavoro) altri dieci anni come minimo. Non mi fa paura lavorare, solo mi rende triste dover rimanere inattivo, perché ovunque mi rivolgo tutti mi dicono che “non è compito nostro far lavorare i dipendenti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà” Così me ne ritorno a casa mesto, ben conscio che quel barile al quale tutti attingono un bel giorno finirà se non finisce questa crisi, e allora saranno dolori per tutti. I miei genitori e nonni nel periodo post-bellico hanno vissuto veri momenti di solidarietà e di condivisione, non per questo se avete occasione di parlare con qualcuno che ha vissuto quei momenti vi dirà che tutto sommato erano momenti duri, ma felici. Sono nato intorno agli anni sessanta, quando l'Italia era in pieno boom economico e ancora in fase di ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, i padri e le madri in quel periodo cercavano di crescere i figli in condizioni migliori di quelle in cui loro stessi erano cresciuti, il benessere incominciava anche in Italia e con esso l'egoismo, lentamente si insinuava nel comportamento dell'italiano medio. Il danno maggiore alla società odierna comunque è l'introduzione di modelli vincenti verso i quali i giovani sono stati stimolati dai mass-media e dalle dinamiche di gruppo, per semplificare vorrei evidenziare che il modello del “furbo” ci è stato fatto digerire come “sempre vincente” Viene da chiedersi se dobbiamo introdurre un nuovo modello di riferimento, e ora che la rete ci permette di conoscere in quali paesi del mondo secondo noi la vita è migliore, sta a noi poi scegliere a quale ambire , se per es. è migliore la Svezia, o gli Stati Uniti o forse il Buthan, e subito dopo aver pensato globalmente, agire localmente. Credo che "oichebelcastello !" sia un ottima modalità per agire localmente, anche a molti farà sorridere nel ricordare il ritornello della canzoncina intonata agli amici non appena avevamo finito di costruire il nostro castello di sabbia.

3 thoughts on “Volontariato ambientale: riflessioni

  1. In realtà più che di volontariato ci sarebbe bisogno di autocoscienza. ti faccio un esempio.
    sono stata cresciuta con l’idea che lo spreco ha delle ripercussioni negative su me stessa in primis, poi sul mondo. oggi, da adulta, vedere l’acqua del rubinetto che scorre inutilmente, una stufa accesa senza nessuno che si riscaldi, usare l’acqua calda anche solo per sciacquare i denti, lo considero uno spreco. evito lo spreco con l’idea che la bolletta sarà meno costosa.
    se si educasse l’uomo alla conservazione dell’ambiente non tanto perchè è un bene per tutti (l’uomo d’oggi è egoista, non fregherebbe nulla degli altri) ma con l’idea che risparmiando avrà tornaconti economici, beh… sarebbe già qualcosa!

  2. Non hai torto. Questa è la tua visione. La rispetto. Possiamo risolvere solo piccoli problemi, ma possiamo provare ad osare. Chiedere l’autocoscienza senza basi solide è come pretendere di voler sfamare i poveri del mondo intero. Il volontariato ambientale è solo una pedina del puzzle, si può partire ad es. con la didattica ambientale e da lì cominciare a costruire i futuri cittadini rispettosi dell’ambiente. Come sistemo poi gli incivili che buttano rifiuti nei fiumi o nei mari ? Non certo con l’autocoscienza, nemmeno con il volontariato ambientale. Bisognerà attendere parecchio…..

  3. C’è un concorso gratuito sul mio blog! Partecipate? 🙂

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