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MARMELLATA DI MORE

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marmellata di more

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MARMELLATA DI MORE

Sono stato a cercare le more con mia moglie (vedi foto) erano circa 5 kg.
Inutile raccontarvi la fatica, il caldo non tanto poiché eravamo già nel luogo conosciuto alle 6 della mattina, solo i temerari vanno nella tarda mattinata o nel pomeriggio.
Le more sono mature ad agosto in Toscana, a seconda della latitudine potrete trovarle anche in altri periodi.
Colgo l’occasione per ricordare vecchissimi proverbi toscani :
Mi sei discosto quanto gennaio alle more – Le more maturano a fine estate……
oppure Stai cercando le more di Gennaio – stai sbagliando qualcosa nella ricerca !…..
Alle otto eravamo già di ritorno con il bottino.
Appena arrivati a casa sono iniziate le danze !
Lavaggio con solo acqua delle more, tolto se possibile tutti i piccioli rimasti attaccati, pesatura delle stesse per il calcolo dello zucchero e…..via in pentola !
Nella pentola si mettono SOLO LE MORE e un limone ogni due kg, (io ne ho messi solo 2 dato che eran grossi) nient’altro.
Naturalmente usare pentole antiaderenti, all’inizio fuoco abbastanza alto per far prendere il bollore e tenere coperto, poi appena bollono mettere al minimo e scoprire.
Le more si devono spappolare il più possibile in questa fase perdono una discreta quantità di liquidi.
Ho fatto cuocere per quasi due ore, ma il tempo cambia a seconda della massa e del tipo di pentola (es. pentole molto larghe e magari poco materiale perdono velocemente liquidi e richiedono minor tempo di cottura)
In questa fase facciamo perdere alla frutta i liquidi e si evita l’uso di addensanti (mai usati nelle mie marmellate !)
Alla fine della cottura/spappolamento si prende il famosissimo mini-pimer e si frantumano le more il più possibile. (ah ! Ricordate di togliere i limoni se no frantumate anche quelli !!!!!)
Questa operazione si rende necessaria prima del successivo passaggio delle more al setaccio che vedete nella foto.
Il setaccio è stato costruito da me, rete in acciaio da un mm, telaio in legno misura cm 30×40 circa.
Quindi dopo il mini-pimer prendete le more super-spappolate e a questo punto ne metterete un po’ per volta sul setaccio e via a setacciare.
Sarà utile usare uno di quei mestoli di silicone, prima lo facevo a mano usando guanti in plastica, ma non era il massimo. I semi verranno scartati, ci rimarrà anche un po’ di polpa, ma è inevitabile!
Alcuni mi obietteranno che si possono evitare queste due fasi se si effettua il setaccio con il passaverdure cambiando i dischi appositi.
Non ho mai usato il passaverdure, ma una volta assaggiai una marmellata realizzata con questa tecnica, ricordo il sentore di legno.
I semi con il passaverdure si frantumano e vanno a finire nella marmellata, quindi cuociono con la stessa e si ne sente il sapore nella marmellata. Può anche darsi che quella che sentii era passata male, non saprei.
Ecco perché uso il setaccio, e di quello mi fido, poi fate voi…..
A questo punto si può rimettere al fuoco, si fa prendere il bollore e…. si aggiunge lo zucchero, se preferite zucchero di canna.
Ho considerato 2 etti a chilo di frutta, quindi un kg dato che erano 5 kg.
Dopo 30 minuti di cottura, fate la prova del piattino per controllare la cottura: versare qualche goccia di marmellata su un piattino e lasciate raffreddare. Se tenendo il piattino in verticale la marmellata non cola, è pronta, altrimenti prolungare la cottura.
Lavate nel frattempo in acqua calda i vasi che dovranno contenere la marmellata. Riempiteli quasi completamente lasciando solo 1-2 centimetri d’aria. Ripulite se necessario i bordi e chiudete i coperchi. Capovolgete i vasi e lasciate raffreddare la marmellata in questa posizione. Conservate in ambiente fresco e buio.

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Autore: rfrancalanci

Innanzitutto mi presento : sono uno dei tanti ultracinquantenni che con le leggi di venti anni fa sarebbero già andati in pensione ed invece con le odierne leggi dovranno lavorare (se ci sarà lavoro) altri dieci anni come minimo. Non mi fa paura lavorare, solo mi rende triste dover rimanere inattivo, perché ovunque mi rivolgo tutti mi dicono che “non è compito nostro far lavorare i dipendenti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà” Così me ne ritorno a casa mesto, ben conscio che quel barile al quale tutti attingono un bel giorno finirà se non finisce questa crisi, e allora saranno dolori per tutti. I miei genitori e nonni nel periodo post-bellico hanno vissuto veri momenti di solidarietà e di condivisione, non per questo se avete occasione di parlare con qualcuno che ha vissuto quei momenti vi dirà che tutto sommato erano momenti duri, ma felici. Sono nato intorno agli anni sessanta, quando l'Italia era in pieno boom economico e ancora in fase di ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, i padri e le madri in quel periodo cercavano di crescere i figli in condizioni migliori di quelle in cui loro stessi erano cresciuti, il benessere incominciava anche in Italia e con esso l'egoismo, lentamente si insinuava nel comportamento dell'italiano medio. Il danno maggiore alla società odierna comunque è l'introduzione di modelli vincenti verso i quali i giovani sono stati stimolati dai mass-media e dalle dinamiche di gruppo, per semplificare vorrei evidenziare che il modello del “furbo” ci è stato fatto digerire come “sempre vincente” Viene da chiedersi se dobbiamo introdurre un nuovo modello di riferimento, e ora che la rete ci permette di conoscere in quali paesi del mondo secondo noi la vita è migliore, sta a noi poi scegliere a quale ambire , se per es. è migliore la Svezia, o gli Stati Uniti o forse il Buthan, e subito dopo aver pensato globalmente, agire localmente. Credo che "oichebelcastello !" sia un ottima modalità per agire localmente, anche a molti farà sorridere nel ricordare il ritornello della canzoncina intonata agli amici non appena avevamo finito di costruire il nostro castello di sabbia.

9 thoughts on “MARMELLATA DI MORE

  1. Bravo, c’è un po’ di lavoro ma è buonissima! 🙂

  2. Immagino la bontà di questa marmellata!!! Io ho provato una volta che mi avevano portato parecchie more ed era venuta bene solo che dopo tutta la mia fatica l’ho vista sparire in un paio di giorni…. 😀

  3. I tuoi accorgimenti mi fanno presumere che sei un maestro nelle marmellate di more! Mai fatta la marmellata ma di more ne ho mangiate assai. E ultimamente ne ho provata una qualità che era completamente bianca. Dolce come lo zucchero ma bianca come un panno!!!
    Se ti raggiungo per assaggiarla?

  4. Grazie dei complimenti, davvero troppo.
    Le more bianche dovrebbero essere le more di gelso (l’albero utilizzato per la produzione della seta, qua in toscana è una rarità)
    Per l’assaggio…. ti ho scritto una mail poco fa. Ti aspetto.

  5. Se un giorno dovessi dedicarmi alle marmellate …… mi ricorderò di questo racconto !

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