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VIAGGIO DA FERMO

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IMG DAL WEB

VIAGGIO DA FERMO

Si può viaggiare standosene fermi ? La risposta logica sarebbe un secco no.
La prima smentita l’ebbi leggendo tutti i libri di Salgari. Salgari non visitò mai le indie e rimase nel suo Veneto e scrisse comunque dei pirati della malesia, Sandokan e le altre storie.
E’ così che comincio a raccontarvi di un viaggio che non ho fatto, ma che ho già programmato.
Me ne ha data l’occasione un incontro con una persona squisita che ancora ricordo con piacere.
Tutto cominciò molti anni fa con un sito internet di scambi di ospitalità. La mia passione di incontrare persone di altre nazionalità, altre culture mi spinse a registrarmi nel sito. Non offrivo l’alloggio, ma semplicemente mi rendevo disponibile per fare da guida nella città o di offrire un caffè dopo cena a stranieri o visitatori di passaggio.
Ebbi qualche contatto, poi qualcuno lo mantenni con Skype.
Passano gli anni e…sorpresa, lo scorso Ottobre mi contatta un israeliano avvertendomi che avrebbe trascorso nel mio paese una decina di giorni.
Quando sei con uno straniero non è che puoi portare il vocabolario dietro, le cose o le sai o fai delle figure meschine. Un po’ di inglese lo so, ma non sono molto “fluently” e soprattutto … non capisco quando mi parlano “stretto”
Ok ce la posso fare, quindi mi do da fare, gli prenoto un’auto a noleggio e dal momento che anche io ho tempo libero ce ne andiamo a girellare per la Toscana come beati turisti per Siena, Firenze e in luoghi che molti stranieri non hanno mai visto in quanto fuori dalle rotte tradizionali.
L’uomo di quasi 70 anni non era un fulmine e soprattutto non ricco, perché per godere della bellezza dei nostri luoghi occorre pagare biglietti ai musei. Quando la cifra era alta mi diceva di no, non importa e non potevo insistere.
Aveva trovato un appartamento per una settimana a meno di 200 euro.
Se mi avesse chiesto di prenotare non gli avrei trovato nulla nemmeno a 400 euro nella mia zona.
Il canuto israeliano si forgiava di un colorito strano, direi olivastro, quasi fosse una forte abbronzatura.
Un po’ turbato, in pochi minuti mi raccontò la sua vita dicendo di essere un indiano e all’età di 20 anni sua moglie e lui fuggirono dall’India per motivi religiosi. Sua moglie cristiana non poteva sposarla in India ; le rispettive famiglie non l’avrebbero permesso. Mi fece un gesto per farmi capire e questo fu evidentissimo, molto più delle parole.
Lo stato di Israele li accolse come profughi e lui per oltre quaranta anni ha lavorato come agricoltore in un kibbutz non distante da Gerusalemme.
Oggi mentre apro il giornale mi colpisce un articolo su un ristorante israeliano che sconta i prezzi se a mangiare vanno insieme musulmani ed ebrei.
Accendo la televisione e non si fa altro che parlare di shoah (n. d a. : articolo scritto il 27 gennaio 2016)
Da oltre mezzo secolo cammino in questo mondo e me ne sono capitate di cose strane.
Ora rifletto e mi rendo conto che senza attraversare il mediterraneo ho conosciuto una persona che mi ha raccontato di Israele, del suo kibbutz, della moglie che tre giorni alla settimana si dedica al canto ed è una appassionata dell’opera italiana, della figlia sposata in Belgio, del figlio camionista, della sua attività di scambio di ospiti che gli ha permesso di conoscere amici in ogni parte del mondo.
Mi ha raccontato di un amico canadese, di un polacco, di una famiglia turca, e molti altri, con ognuno di essi si sente spesso e fanno tutti parte di una specie di famiglia allargata.
Anche in questo modo iniziano rapporti di amicizia, forse più sinceri di quelli della scuola o del lavoro, ma ce ne sono tanti altri ! Tutto dipende dalla voglia di farlo e come poi procedere.
Al termine della vacanza toscana salutai l’anziano turista con la promessa che avrei ricambiato il viaggio nello stato di Israele.
Ancora ci penso, sarà un viaggio vero, non la solita navigazione sui siti web !

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Autore: rfrancalanci

Innanzitutto mi presento : sono uno dei tanti ultracinquantenni che con le leggi di venti anni fa sarebbero già andati in pensione ed invece con le odierne leggi dovranno lavorare (se ci sarà lavoro) altri dieci anni come minimo. Non mi fa paura lavorare, solo mi rende triste dover rimanere inattivo, perché ovunque mi rivolgo tutti mi dicono che “non è compito nostro far lavorare i dipendenti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà” Così me ne ritorno a casa mesto, ben conscio che quel barile al quale tutti attingono un bel giorno finirà se non finisce questa crisi, e allora saranno dolori per tutti. I miei genitori e nonni nel periodo post-bellico hanno vissuto veri momenti di solidarietà e di condivisione, non per questo se avete occasione di parlare con qualcuno che ha vissuto quei momenti vi dirà che tutto sommato erano momenti duri, ma felici. Sono nato intorno agli anni sessanta, quando l'Italia era in pieno boom economico e ancora in fase di ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, i padri e le madri in quel periodo cercavano di crescere i figli in condizioni migliori di quelle in cui loro stessi erano cresciuti, il benessere incominciava anche in Italia e con esso l'egoismo, lentamente si insinuava nel comportamento dell'italiano medio. Il danno maggiore alla società odierna comunque è l'introduzione di modelli vincenti verso i quali i giovani sono stati stimolati dai mass-media e dalle dinamiche di gruppo, per semplificare vorrei evidenziare che il modello del “furbo” ci è stato fatto digerire come “sempre vincente” Viene da chiedersi se dobbiamo introdurre un nuovo modello di riferimento, e ora che la rete ci permette di conoscere in quali paesi del mondo secondo noi la vita è migliore, sta a noi poi scegliere a quale ambire , se per es. è migliore la Svezia, o gli Stati Uniti o forse il Buthan, e subito dopo aver pensato globalmente, agire localmente. Credo che "oichebelcastello !" sia un ottima modalità per agire localmente, anche a molti farà sorridere nel ricordare il ritornello della canzoncina intonata agli amici non appena avevamo finito di costruire il nostro castello di sabbia.

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