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IL FOGLIO

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Img dal web

IL FOGLIO

Occorre tempo prima di consapevolizzare un comportamento o una consuetudine.
Da troppo tempo ormai, forse dal dopoguerra è andata crescendo l’attenzione al “foglio” , il documento in carta con l’attestazione del diploma, della laurea.
Il pezzo di carta più importante delle persone.
Titoli, invece di abilità.
Accessi preclusi agli sprovvisti del foglio.
Imbarazzo, disagio per coloro che non riuscivano ad ottenerlo.
Come quando arrivi ad una frontiera e non hai il passaporto in regola, ti rispediscono a casa, l’umiliazione, la sconfitta.
Il foglio prima della persone, fa ancora la differenza.
Ecco le scuole, le certificazioni altisonanti e documenti necessari, prima delle persone.
Come api attirate dal nettare, in presenza di corsi di formazione ancora tutti orientati prima a capire se esiste il rilascio della certificazione oppure no.
La caratteristica secondaria e accessoria diventa requisito essenziale.
Tutti a chiedere l’apparire e non l’essere.
La storia si ripete.
No, non diventerete altre persone frequentando i corsi che più vi piacciono, ma se quei percorsi vi aiuteranno vivere al meglio nei corpi che occupate, potrete fare anche a meno del foglio.

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Autore: rfrancalanci

Innanzitutto mi presento : sono uno dei tanti ultracinquantenni che con le leggi di venti anni fa sarebbero già andati in pensione ed invece con le odierne leggi dovranno lavorare (se ci sarà lavoro) altri dieci anni come minimo. Non mi fa paura lavorare, solo mi rende triste dover rimanere inattivo, perché ovunque mi rivolgo tutti mi dicono che “non è compito nostro far lavorare i dipendenti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà” Così me ne ritorno a casa mesto, ben conscio che quel barile al quale tutti attingono un bel giorno finirà se non finisce questa crisi, e allora saranno dolori per tutti. I miei genitori e nonni nel periodo post-bellico hanno vissuto veri momenti di solidarietà e di condivisione, non per questo se avete occasione di parlare con qualcuno che ha vissuto quei momenti vi dirà che tutto sommato erano momenti duri, ma felici. Sono nato intorno agli anni sessanta, quando l'Italia era in pieno boom economico e ancora in fase di ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, i padri e le madri in quel periodo cercavano di crescere i figli in condizioni migliori di quelle in cui loro stessi erano cresciuti, il benessere incominciava anche in Italia e con esso l'egoismo, lentamente si insinuava nel comportamento dell'italiano medio. Il danno maggiore alla società odierna comunque è l'introduzione di modelli vincenti verso i quali i giovani sono stati stimolati dai mass-media e dalle dinamiche di gruppo, per semplificare vorrei evidenziare che il modello del “furbo” ci è stato fatto digerire come “sempre vincente” Viene da chiedersi se dobbiamo introdurre un nuovo modello di riferimento, e ora che la rete ci permette di conoscere in quali paesi del mondo secondo noi la vita è migliore, sta a noi poi scegliere a quale ambire , se per es. è migliore la Svezia, o gli Stati Uniti o forse il Buthan, e subito dopo aver pensato globalmente, agire localmente. Credo che "oichebelcastello !" sia un ottima modalità per agire localmente, anche a molti farà sorridere nel ricordare il ritornello della canzoncina intonata agli amici non appena avevamo finito di costruire il nostro castello di sabbia.

6 thoughts on “IL FOGLIO

  1. Beh, aspetta. Oggi il foglio non vale proprio a nulla, poichè con l’andazzo della situazione economica possedere un foglio significa costare di più al datore di lavoro che ti assume, perchè dovrebbe inquadrarti sulla base dei titoli, e non sulle competenze. Inoltre non serve più un foglio, bensì un block notes, formato da master, dottorati, corsi di aggiornamento (per giunta costosissimi) in assenza del quale una semplice laure o un diploma vale nulla, meno della carta con cui pulirti il fondoschiena. Insomma. Il foglio oggi è un mercato economico. Si sfornano lauree e diplomi con l’introito di tasse elevatissime, inaccessibili anche per i più portati. Inoltre non bastando la laurea si è costretti ad altro, ed ecco che il mercato gonfia le sue tasche, finendo per diventare un supermercato dove compri se c’è l’offerta giusta, se nn puoi permetterti i prodotti di marca, te ne vai al discount.

    • Sembra tu condivida quanto affermo nel post. Decisamente il foglio è inflazionato. Mi è venuto voglia di scrivere questo breve articolo non solo per ricordare che è caduto il mito del foglio, ma mi volevo più che altro riferire al mito del colletto bianco strettamente collegato al foglio. Come se lavorare in fabbrica come meccanico o falegname e magari sporcarsi le mani non fosse gratificante come insegnare o lavorare in uffici pubblici. C’è sempre stato bisogno di tutti, ma questo molti non volevano saperlo. Conosco persone che non possono vantare titoli altisonanti pur essendo portatori di competenze invidiabili, e ce ne fossero di persone che sanno lavorare. Ci sono mestieri inoltre che stanno scomparendo solo perchè le aziende hanno dislocato all’estero interi cicli produttivi. Continuerò a scrivere nel blog, ma avevo già un idea, l’ho realizzata di recente creando un portale di formazione : http://www.saperiattivi.it ; auspico ci siano sempre delle possibilità per chi ha competenze e vuole insegnarle, con o senza fogli. Grazie per avermi dato l’opportunità di parlare del mio progetto. Un abbraccio.

      • do un’occhiata al sito… poi ti rispondo con calma in questi giorni.

      • ho visitato il sito e ho apprezzato la possibilità di prenotare corsi diversi dai classici…. Ad esempio quello su wordpress potrebbe aiutare molti giovani a fare del blog una piattaforma di lavoro. L’unica pecca, a mio modesto parere (correggimi se sbaglio) è l’idea di mettere in contatto forza lavoro con aziende, nel senso che ci sono giganti già avanti sulla piattaforma internet, come Almalaurea, Face4job e altri. Poi posso pure sbagliare, ma a dire il vero sia AlmaLaurea che Face4job (o anche ad esempio clicklavoro) non è che mettano davvero in contatto le persone fra loro…

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