VIOLENZA


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VIOLENZA

La violenza è diventata sempre più il mezzo per manifestare un’idea, una religione, un clan, con la benedizione di media pervasivi.
Non ho avuto animo di esprimere la mia rabbia per i fatti di Nizza, ho provato più volte a scrivere un articolo sui drammi recenti, ma senza successo.
Come gli storici preferisco osservare i fatti da lontano, nel tempo e nello spazio.
La mia può sembrare una sorta di viltà.
Il mio desiderio nello scrivere il primo articolo su un fatto di cronaca mi spinge a farlo bene, come se fosse l’ultimo.
E allora leggo, leggo, i fiumi di parole sono tanti, molti nella sola direzione della dinamica dei fatti, oppure stupore, rabbia, odio, vendetta, rassegnazione, e altri mix di emozioni di ansia e paura.
Sorgono anche domande come :
– Dove arriveremo di questo passo ? Qual è la via di uscita ?
Poi giorni fa la Turchia, la Germania, oggi la Francia.
C’è come una tendenza a generalizzare, creare confusione nel tentativo di restituire certezze.
Avvolti in grovigli di pensieri, non tentiamo di interpretare quanto ci arriva.
Il desiderio di protezione spinge ad innalzare muri di ogni genere.
Ammutolito di fronte a storici che non conoscono la storia, religiosi che non seguono la religione, politici impegnati nei loro interessi privati, anche io sono a cercare un perché.
Sento persone puntare il dito sull’Islam, come quando mettevano la bandiera francese Je suis Charlie, tutti a seguire le mode senza prima tentare di capire. Si generalizza e non si conosce a fondo la materia.
Ai francesi gli avevano promesso pan per focaccia quando avevano bombardato persone inermi con i loro aerei. Di montare sul camion e fare strage l’avevano suggerito alcuni anni fa. Poi qualche persona debole ci casca.
Non trovo le parole per lanciare a mia volta un pensiero, uno solo, sintesi di moltitudine di pensieri, essenza di mille profumi, slogan universale di numerosi prodotti, ricetta comune a piatti tipici regionali.
Più mi sforzo e meno riesco a trovare denominatori comuni o leve che sollevano mondi, tutto ricade in un semplice avvertimento :
– abbiate vite semplici, siamo già complicati di nostro ! Condividete questo pensiero se vi ho fatto riflettere. –

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PROFILO


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Img dal web

PROFILO

La parola mi ricorda l’ombra, quello che rimane di un essere animale o vegetale.
Le ombre incidono più delle persone. Occorre farsi delle domande.
Il riferimento è ai social e all’importanza dei profili. Cogito ergo sum.
Ecco che profili di persone finora sconosciute con messaggi video o immagini virali suscitano curiosità.
Non c’è più un denominatore comune, non li caratterizza la qualità, tutti hanno deciso di essere e quindi non pensano, ma cliccano.
E allora se il clic l’hanno fatto milioni di persone, vuoi essere anche tu a farlo.
Lo fai.
Entri nel tritacarne di valori, di qualità, di etica. Sei morto.
Mi percorre una sorta di inquietudine mista a rassegnazione.
Osservo il mio profilo.
Circa due anni fa decisi di mettere una mano che semina e sullo sfondo dei semini che volano a terra.
Mi sentivo quello.
Come ad Archimede dei fumetti gli si accendeva la lampadina ecco che quei semi sparsi hanno rappresentato l’idea, una via di uscita.
E facebook mi chiede di aggiornare il profilo. Perché ?
Ancora non mi sono venuto a noia così, più avanti si vedrà. Solo una riflessione,
ma di quelle che vengono ogni tanto, per fortuna, se no si annoia i lettori.

SENZA


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img dal web , prelevata dal seguente articolo
http://www.italia.co/politica-societa/ocse-occupazione-in-italia-al-peggior-livello-in-occidente-dopo-grecia-e-turchia/

SENZA

Tra pochi giorni festeggio un anno senza lavoro.
Mi viene da pensare alla pastasciutta senza pomarola, alla polenta senza sugo.
Un essere umano senza lavoro è percepito come qualcosa di incompleto.
Abbiamo dei gusti, predisposizioni, attitudini, passioni, ma c’è anche chi ama mangiare senza intrugli aggiunti.
Da piccolo la nonna preparava la polenta per tutta la famiglia. Il pentolone bollente necessitava una mescola lunga e faticosa, e quando la servivano nei piatti la volevo senza nulla, non ci volevo nemmeno l’olio. Volevo goderne il sapore.
Come l’anno di vita senza lavoro, giorno per giorno dedicato a quello che amo di più. E allora leggere, scrivere, viaggiare, incontrare persone di altre nazionalità, parlare le lingue imparate molti anni fa a scuola e mai utilizzate, dedicarsi all’orto, ascoltare musica, vedere films, pubblicare il mio primo libro e altre cose che non avevo mai fatto come ad esempio: osare.
Ho riempito il vuoto dell’assenza di lavoro.
Tra pochi giorni inizierà il secondo anno di mobilità.
No, non ho cercato lavoro. Per il momento voglio continuare a non cercarlo.
La mia idea è di crearlo, come lo scultore di fronte al blocco di creta, o lo scrittore davanti alla pagina bianca.
Dopo le idee ci saranno le azioni, l’area di riferimento è definita : la formazione.
Fatemi gli auguri 🙂
Domani è anche il mio compleanno !

Orto nel campo


Sottotitolo: “più frittata per tutti!” Oggi è una giornata speciale: ho raccolto i miei primi 3 kg di zucchine. Mi sento come Paperon de Paperoni quando nel Kloendike scavava con le unghie la sua prima tonnellata d’oro. E ieri è stato altrettanto speciale perchè ho ricevuto l’ispezione dell’amico Roberto Francalanci, maestro di orto e […]

via L’Uomo Del Monte ha detto: “Si!” — joseph pastore maker