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Io sto con te di Guido Chiesa – 2010

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Io sto con te di Guido Chiesa – 2010

Mi son messo a curiosare su un elenco di film vecchi non ancora visti, ce ne sono a centinaia, spesso sono catturato dall’immagine, dal titolo, clicco su le informazioni e approfondisco sul voto IMDB o mymovies, se è più di 6.5 decido di guardarlo.

Ho trovato un film di qualche anno fa “Io sto con te” di Guido Chiesa del 2010.

Scorro alcune recensioni del film, noto che è preceduto da un avvertimento :

“si rivolge senza esitazioni a credenti e non”

http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=1834

http://www.cultframe.com/2010/11/io-sono-con-te-film-guido-chiesa/

Film tratti dai Vangeli, ne abbiamo visti tanti, ognuno con particolarità diverse. Questo di Chiesa prende in esame la vita di Maria e l’educazione di Gesù.

Maria, ha dalla sua il segreto dell’annunciazione, un matrimonio con un Giuseppe molto più vecchio di lei, ma sopratutto non accetta quanto stabilito dal capofamiglia Mardocheo.

Maria accenna ad Elisabetta della possibile circoncisione del figlio, le comunica che non è disposta a sottoporlo a quel trattamento affermando :

– il Signore ci chiede misericordia, non sacrifici ! –

Maria si oppone alle regole della comunità rurale di Nazareth, è una moglie molto giovane e preferisce andare a Betlemme. Partorirà nel deserto, lontana dagli obblighi della tribù di appartenenza.

Le levatrici le ricordano di non far succhiare al figlio il liquido giallo, in quanto ritenuto impuro e del diavolo, ma lei l’allatta subito.

Il nome Gesù glielo mette lei e non aspetta le regole del capofamiglia.

Le offrono acqua non pura e lei l’accetta anche se sa che non sarà pura per quaranta giorni.

Giuseppe le ricorda l’obbligo di circoncisione e ancora una volta Maria :

– l’hanno fatto a te e ora vuoi farlo a Lui ? – e consegna il piccolo in mano al padre, anche se è ancora ritenuto impuro, secondo le regole del Tempio –

Zaccaria le ricorda che rischia la lapidazione !!!

Arrivano al tempio e risuonano le regole relative all’olocausto, necessario alla espiazione.

Un soggetto femminile afferma la verità e contesta la Legge, oltre all’annunciazione ella sa che dovrà crescerlo ed educarlo interrompendo l’obbligo a ripetere la stirpe, i calcoli, i rituali.

Sono gli esperti curiosi (gli inviati di Erode) che imparano cose nuove da Maria, quando si stupiscono di come mai Maria lasci Gesù libero, e finalmente capiscono che il segreto è quello di una madre che crede nel proprio bambino.

Gli inviati di Erode decidono di non fare nulla e non comunicare nulla al Re.

Erode fa uccidere i primogeniti, è un massacro. Maria riesce a salvare Gesù.

E le domande di Gesù…!

Gesù alla madre :

– ma le scritture possono sbagliare ? –

e Maria :

– sono state scritte dagli uomini, qualche volta vanno bene altre volte no –

La legge infatti ha un intento ed è quello di “dividere” il puro dall’impuro, l’uomo dalla donna, l’ebreo dal gentile, e così via.

I perché di Gesù : Perché raccomandano di picchiare i figli ? Perché le mogli non possono mangiare in compagnia dei mariti ? Perché se non si può uccidere, si possono uccidere i pagani ? Perché si fanno tutti quei sacrifici ?

E va a parlare al tempio con i dottori della legge senza avvertire i genitori.

Gesù non deve mancare di rispetto, tuona Mardocheo.

La paura non porta al rispetto, precisa Maria e incalza con una grande verità :

– I nostri figli non sono rami storti ! –

E Mardocheo non è d’accordo. Affermando che chi trascura la correzione si smarrisce !

Nel film viene dato molto rilievo al lato umano di Maria e di Gesù.

Non voglio in questa sede analizzare la parte spirituale e religiosa, e non ne sono all’altezza per una totale assenza di studi teologici.

Anche io ho voluto aggiungere una riflessione, come quando completi qualcosa, metti la spunta nella lista degli impegni ; “fatto ! “

Per il “cosa mi lascia” colgo l’occasione per inanellare un pensiero rivolto ad un evento nel paese svoltosi Domenica, una festa di più associazioni di volontariato, donatori sangue, polisportiva agricoltori, artisti centinaia di persone a curiosare tra passioni e lavori della comunità.

Gli agricoltori avevano portato piccoli trattori per farli provare anche a bambini di 4 o 5 anni, istruttori sportivi invece si sono adoperati per far provare vari sport.

Bambini, ragazzi e anche adulti a fronte di una specie di ticket avviavano un percorso di conoscenza-esplorazione degli sport che nel paese potevano essere praticati e quindi …bocce, ciclismo, ginnastica artistica, tennis, calcio, pallacanestro, pallavolo, atletica leggera.

Con una persona anziana, abbiamo scambiato le impressioni sulla festa, questi mi ha raccontato che ai suoi tempi giocava a pallone e non avevano che una palla di stoffa, e si ricordava sempre delle lievi ferite quando prendevano la palla con la testa dalla parte della cucitura.

Voleva ricordarmi che non c’era molto da scegliere, c’era quello e basta, ed era già tanto.

Ora c’è molto di più, ma c’è anche un altro pericolo, che il figlio venga indirizzato allo sport del genitore, dove lui era bravo da piccolo o non era riuscito e magari poteva arrivarci il figlio.

Ci siamo messi a discutere sulle scelte dei ragazzi e le loro passioni.

Le passioni sono le loro, non possono essere quelle dei genitori, si possono anche sovrapporre, ma è come se disegnassimo un percorso prima che possano camminare.

Può darsi che sia quello che loro desiderano, ma non è sicuro. Niente è sicuro.

Con quali modalità le scegliamo ? Quanto sono loro a decidere e quanto noi ?

Magari quella più vicina a casa o perché ci va l’amico del figlio.

Quanto tempo abbiamo per scegliere ? A chi ci vorremmo ispirare ? Ci può essere utile rivedere il film di Chiesa ? Chissà.

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Autore: rfrancalanci

Innanzitutto mi presento : sono uno dei tanti ultracinquantenni che con le leggi di venti anni fa sarebbero già andati in pensione ed invece con le odierne leggi dovranno lavorare (se ci sarà lavoro) altri dieci anni come minimo. Non mi fa paura lavorare, solo mi rende triste dover rimanere inattivo, perché ovunque mi rivolgo tutti mi dicono che “non è compito nostro far lavorare i dipendenti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà” Così me ne ritorno a casa mesto, ben conscio che quel barile al quale tutti attingono un bel giorno finirà se non finisce questa crisi, e allora saranno dolori per tutti. I miei genitori e nonni nel periodo post-bellico hanno vissuto veri momenti di solidarietà e di condivisione, non per questo se avete occasione di parlare con qualcuno che ha vissuto quei momenti vi dirà che tutto sommato erano momenti duri, ma felici. Sono nato intorno agli anni sessanta, quando l'Italia era in pieno boom economico e ancora in fase di ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, i padri e le madri in quel periodo cercavano di crescere i figli in condizioni migliori di quelle in cui loro stessi erano cresciuti, il benessere incominciava anche in Italia e con esso l'egoismo, lentamente si insinuava nel comportamento dell'italiano medio. Il danno maggiore alla società odierna comunque è l'introduzione di modelli vincenti verso i quali i giovani sono stati stimolati dai mass-media e dalle dinamiche di gruppo, per semplificare vorrei evidenziare che il modello del “furbo” ci è stato fatto digerire come “sempre vincente” Viene da chiedersi se dobbiamo introdurre un nuovo modello di riferimento, e ora che la rete ci permette di conoscere in quali paesi del mondo secondo noi la vita è migliore, sta a noi poi scegliere a quale ambire , se per es. è migliore la Svezia, o gli Stati Uniti o forse il Buthan, e subito dopo aver pensato globalmente, agire localmente. Credo che "oichebelcastello !" sia un ottima modalità per agire localmente, anche a molti farà sorridere nel ricordare il ritornello della canzoncina intonata agli amici non appena avevamo finito di costruire il nostro castello di sabbia.

2 thoughts on “Io sto con te di Guido Chiesa – 2010

  1. Lo vorrei vedere, così mi lascia molto perplessa, ma non so dove trovarlo….

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