UN RACCONTO , UN LIBRO


 

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OBTORTO COLLO  Storie di sfide e bocconi amari

 

Sono contento come quei ragazzi che si piazzano nelle gare scolastiche. Ci sono anche io insieme ad altri 70 splendidi autori! a pag. 153.

questo è quello che ho pubblicato di getto su facebook il giorno dopo alla presentazione del libro a Livorno.

Ora qui sul blog spiego cosa è successo prima.

Un lavoro di gruppo, di quasi tutti gli allievi della Scuola Carver di Livorno, l’editing eccezionale di Valerio Nardoni, per rendere pubblicabili i nostri lavori in un libro di 350 pagine con 70 racconti per un unico tema, l’ottimo lavoro di stampa della casa editrice Valigie Rosse.

Se fosse un altro oggetto potrebbe essere un caratello con vinsanto da sorseggiare nei momenti di tristezza, il numero delle pagine non influisce sul risultato.

Il 2016 si sta chiudendo con questa piccola soddisfazione. Non male.

 

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Incredibile, me ne ero dimenticato !  meno male c’è wordpress che mi ricorda che questo è anche il post n.  200  e sto per raggiungere la soglia di 10.000 visite, quanti traguardi!

 

 

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TIRCHIO


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TIRCHIO

Non dava niente a nessuno, per non creare ingiustizie. Il motivo era semplice, se non dava agli altri ne rimaneva più per sé. Come se dovesse morire il giorno dopo.

La dispensa sempre piena, una scorta di mesi per ovviare scioperi o carestie.

E’ difficile capire l’animo di una persona disposta a non mangiare per evitare di cagare.

Penso immaginasse la merda come qualcosa di personale, se ne separava malvolentieri, per questo era diventato stitico.

Si sa, la quantità fa somma, potestà nuovo scaccia quello vecchio e riusciva a liberarsi dell’ingombro.

Passavano diversi giorni tra un alleggerimento ed un altro, il corpo si era abituato a questa strana modalità.

Il denaro, come la merda seguiva un percorso simile.

La separazione, il momento più triste e faticoso.

Come quando doveva pagare qualcuno, avrebbe preso volentieri un cazzotto in bocca.

Ad esempio chiedeva lo sconto per pagamento contanti dopo che gli artigiani di turno gli avevano consegnato il conteggio dei lavori.

Queste furbizie spiazzavano le persone corrette e precise.

Bastava conoscerlo una volta ed era per sempre.

Correva voce fosse ricco, ma il comportamento con i suoi debitori lo faceva slittare in basso nella graduatoria.

Chi tira sul prezzo di lavori di persone oneste può anche essere ricco, ma diventa tapino quando si pone nella posizione di voler modificare e controllare i contratti stipulati in parola.

Forse glielo imponeva la sua coerenza di voler accumulare denaro come Paperon De’ Paperoni.

Da giovane gli avevano detto :

– se riesci a riscuotere dai clienti e paghi poco i fornitori, riuscirai ad arricchirti ! –

Questa idea si accordava con il funzionamento dell’intestino.

Certi comportamenti possono far pensare ad una persona sana, robusta, ben alimentata, invece S. è sempre stato magro con gli occhi incavati, come le anime in pena.

Un sorriso forzato spesso si delineava sulla bocca, il muscolo ben esercitato del finto.

Lo sapeva, glielo avevano detto, puoi farli quanti ne vuoi, non ti costano nulla !

Qualche volta penso a quante persone avrebbe potuto rendere felici solo se non avesse limitato, trattenuto, contenuto.

Per cosa ?

Vorrei immaginare un S. libero nelle sue azioni, spargere denaro ai quattro venti, con incollato un cesso al sedere per liberarsi della merda trattenuta negli anni, acclamato e rispettato quale un buon cagone generoso.