Immaginare il dopo-coronavirus


Immaginare il dopo-coronavirus – la forza della speranza / riusciamo a sognare un futuro?

 

Non posso scrivere sul coronavirus, ci penseranno gli storici.

Non posso chiedermi cosa e perché è iniziato, è compito degli investigatori scientifici.

Non posso confezionare un vaccino per salvare vite umane, è compito dei virologi e ricercatori.

Non posso fare previsioni sulla fine dell’epidemia, non sono un indovino.

Non voglio mettermi a contare i morti, i positivi, i contagiati

Non voglio escogitare un metodo per controllare gli spostamenti dei contagiati, i modi ci sono, saranno invasivi sulla privacy, ma si spera possano essere temporanei

Per ogni cosa è stato individuato un esperto e se l’esperto ha fallito o fallirà, ci sono già pronti gli avvocati come nel caso del Pio Albergo Trivulzio

Rimaniamo tutti a casa, ci dicono di stare a casa, in queste isole protette, ma intanto si insinua in me una sorta di inutilità, di inadeguatezza.

Posso provare ad aiutare le persone che ora leggono queste righe.

Cosa posso fare se non sognare, immaginare il dopo, senza coronavirus. Come sarà il dopo, prima di tutto, quanti saremo? Chi rimarrà? Ce la faremo? Cosa cambierà nei rapporti? Riusciremo ancora a stringerci la mano o dovremo comportarci come i freddi popoli anglosassoni sempre restii a toccarsi? E quelli guariti? Chi sono? Perché invece di contare i morti non si incoraggia i guariti a togliersi il bavaglio e fra di loro gioire come non hanno mai fatto nella loro vita, abbracciarsi, invece di versare offerte di denaro in uno squallido numero di c/c.

Ho trovato una foto degli anni 20 quando la spagnola ha falcidiato in Europa milioni di persone. Nella foto la famiglia è stata immortalata con la mascherina, una signora ha in braccio un gattino, anche il gatto provvisto di mascherina!

Chissà che risate faranno i posteri se troveranno le foto della massaia con la mascherina ricavata da una spugna per lavare i piatti o da una grande costola esterna di finocchio.

Se fossi un marziano in visita sulla terra oggi, cosa potrei chiedere all’umanità?

– perché avete tanta paura di morire? Non è forse la morte parte della vita? È proprio vero, ci sono cose che voi umani non potete nemmeno immaginare!-

Forse è capitato a ognuno di noi un momento della vita, molto particolare nel quale abbiamo dovuto reinventarci, fare tabula rasa delle abitudini, magari solo di una, importante per noi.

Ricordate quel momento? Deve essere stato molto brutto, si sono scatenate le emozioni, ma poi il dopo come è stato? Mi immagino deve essere stato un momento difficile.

Sono certo che avete fatto tesoro dell’esperienza.

Ma questo Covid-19 non è forse una esperienza? Ma il dopo non dipende forse da noi?

Una casa solida si costruisce su solide fondamenta. Quali sono i presupposti per il nostro “dopo”?

Come vogliamo che sia?

2 pensieri riguardo “Immaginare il dopo-coronavirus

    1. Grazie del tuo commento. Ho riletto adesso il mio post, in effetti mi son fatto molte domande più che tentare di dare risposte, ma non è quello che spesso nessuno fa? Ho dato un occhiata al tuo blog, le tue argute riflessioni non sono da meno; riesci a scrivere in modo sintetico con parole asciutte, essenziali. Brava davvero.

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