Neve


Neve

 

Ora non penso a te,

al tuo non colore

agli oggetti coperti con il tuo manto

a confronti con altri momenti

a uccellini preoccupati

bambini felici

autisti agitati,

mi riaffiorano ricordi

di proverbi contadini,

ti celebravano

portatrice di pane

protettrice delle piccole

piantine di grano,

accetto l’evidenza,

ogni stagione il suo clima

e infine metto il piumone

non è ancora tempo

di gonfiare il gommone.

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Il vegetale di Gennaro Nunziante


Il vegetale di Gennaro Nunziante

Ieri sono andato al cinema come ai vecchi tempi, quando andavamo al cinema senza sapere che c’è; giusto per passare il tempo.

Il film “Il vegetale” di Gennaro Nunziante non è esattamente la sequela dei film con Checco Zalone con i quali ha riscosso un discreto successo. Il giovane eroe Fabio Rovazzi, è alla ricerca di lavoro, poi deciderete voi se eroe negativo o positivo, sono solo punti di vista.

Mi sono commosso a ridere sulle disavventure del giovane Fabio.

Le tematiche affrontate sono anche la fuga dalla città di Milano, i difficili rapporti con la sorellastra manager, l’assenza di comunicazione con il padre fagocitato dalla mondanità e da guadagni troppo facili.

Forse mi sono immedesimato in certi aspetti del personaggio al centro del film.

Quando un giovane perde la madre in gioventù, si immunizza dal pericolo di diventare bamboccione.

Evidentemente tutto il male non viene per nuocere. La nascita della sorellastra dalla nuova coppia formatasi tra suo padre e una avvenente compagna arrivata dai paesi dell’Est diventa motivo per Fabio per cercare una sua identità.

Tutto contribuisce a creare una corazza di spregiudicata onestà, che forse fa parte del suo DNA, ma è anche il filone della favola del quotidiano che si snoda durante tutto il film.

Le favole prendono spunto da fatti veri e li rivestono di poesia. Se crediamo ai fatti di cronaca, possiamo non credere alle favole?

Nel film Fabio si muove con la curiosità di una scimmia e l’intraprendenza di una formica, il nomignolo di “vegetale” affibbiato dal padre sembra non calzare.

Probabilmente glielo ha messo perché non conosce il mondo delle persone.

Fabio si trasforma quando gli stage gli permettono di scoprire quello che non conosceva: le relazioni umane.

Pur essendo laureato in scienza delle comunicazioni non sa comunicare.

Alla fine tutto quaglia, perché è una favola. Il messaggio è la riscoperta dei lavori manuali, la sana fatica che fa bene.

Le favole aiutano, molto più dei fatti di cronaca.

Prima di affermare che è una stronzata, o il solito film panettone da botteghino, andate a vederlo, anche solo per le magnifiche location laziali.

Lo stagista inaspettato di Nancy Meyers 2015


 

Lo stagista inaspettato di Nancy Meyers 2015

Le mie recensioni non sono riassunti del film, devo averlo già detto, quelli che recensisco mi son piaciuti altrimenti non avrei pubblicato nulla. Il film in questo caso mi serve come una molla, uno spunto, un’idea. Si tratta di un film sullo scarto generazionale al tempo delle start-up milionarie.

I personaggi principali Ben (Robert De Niro) e Jules (Anne Hathaway); il primo vedovo in pensione, piuttosto benestante ma essenzialmente annoiato, la seconda, brillante fondatrice di un sito di e-commerce che commercia in abiti femminili ci propongono scene capaci di farci sorridere.

L’azienda di Jules ha lanciato un programma secondo il quale vanno assunti almeno due ultra-sessantenni in qualità di stagisti. Ben si candida e spiazza gli altri concorrenti, per lo più messi molto peggio.

Trovo originale l’idea dello stagista ultrasessatenne e come questo venga utilizzato nell’azienda di Jules.

Infatti Ben riesce sfoderare un po’ alla volta le capacità organizzative e di comando che gli permetteranno di guadagnarsi la stima dei colleghi.

Riesce a dare il meglio di sé anche alla sua età e i colleghi lo utilizzano a piene mani.

Robert De Niro è uno che tende a fare “cassetta”, si è reinventato i personaggi dei suoi film, come l’ha fatto Terence Hill con Don Matteo, e un po’ per l’età un po’ per l’esperienza, i film come Taxy driver e Toro scatenato l’hanno reso famoso, ma ora lui è un altra persona. Nel film è proprio quello che ci voleva, con la sua eleganza, i suoi modi vintage, riesce ad ammaliare e convincere.

Una ciliegia tira l’altra e i discorsi portano al motivo della recensione.

I film talvolta sono delle sfide, prima hanno fatto il film di un viaggio sulla luna e poi ci siamo andati.

Forse bisognava fare fare un film con uno stagista anziano per capire che talvolta lo stagista può insegnare e anche molto bene.

Come nella politica, quando giovani rampanti vorrebbero imbarcarsi in avventure elettorali e vengono stoppati dai senior di turno, e tocca sempre a loro, poi qualcuno si lamenta che non c’è ricambio… “Non è il tuo turno, devi aspettare”, e quando magari arriva, è troppo tardi.

Gli stagisti sono appetibili fino a 30 anni, poi diventano troppo vecchi e non piacciono più.

L’età migliore è quella già trascorsa.

Allora diamo un’occhiata alle leggi italiane e a quanto si fa per i giovani, tanto, forse troppo e magari qualcuno pensa che è ancora poco.

Il problema è un altro. Facciamo una ipotesi : il film è una favola che finisce bene perché si utilizza un anziano con esperienza, la start-up ne beneficia e migliora vendite.

La relativa tesi è che gli sforzi per impiegare i giovani al lavoro sono nulli se non si creano le condizioni favorevoli sul lavoro e se sono solo i vantaggi economici a motivare l’assunzione dei giovani non si va da nessuna parte.

Attesa


Attesa

Bar dell’ospedale, fumo di sigarette ai tavolini

molliche di pane agli uccellini

gente in fila, gente in coda

camici bianchi, verdi, celesti

si alternano ai volontari

un momento di ristoro della mente, del corpo

tra gli accendini

e squilli dei telefonini

ognuno la sua attesa, di un posto,

di riprendere il lavoro, della guarigione

o… della morte

le riflessioni si accavallano

come i tasti della macchina per scrivere

sulla faccia ognuno ha la sua storia già scritta

Cosa posso dire che altri non abbiamo già detto?

Una zingara accompagna il figlio piccolo vicino ai clienti

del bar per chiedere se qualcuno gli compra una brioche

Anche le pubblicità usano i minori per

ottenere maggior successo

il bambino, un’arma per convincere le persone

la compassione nell’uso quotidiano

cuori teneri come cioccolatini

osservo il rifiuto delle persone

il cuore non si scioglie

nessuno si ferma per dare monete ai bambini

Come mai ci sono persone che chiedono

l’elemosina?

Chissà se c’è qualcosa di sbagliato o di

rimediabile.

Uno Stato con un buon livello di civiltà

non dovrebbe avere all’interno dei propri

confini sacche di povertà.

Perché nessuno chiede a questa povera gente:

– Chi sei? Da dove vieni? Dove vuoi andare?-

Ma alla domanda chi deve farlo non c’è risposta,

nessuno lo sa.

I problemi di un paese sono sempre gli stessi

e si amplificano ogni volta.

Sento il bisogno di condividere, ringraziare, meditare

per qualcosa di utile, ma non per me.

Un uomo dà briciole di pane agli uccellini e mi osserva

mentre scrivo.

Poi l’uomo se ne va, gli uccellini girellano mesti dopo aver

beccato tutte le briciole microscopiche sotto la sua sedia.

Il sole invernale fa capolino tra le nuvole.

Un veloce ricambio dei vicini di tavolino, mi dà

l’opportunità di ascoltare i pettegolezzi di due infermiere

poi al loro posto arrivano due straniere,

parlano rumeno, penso che è giovedì pomeriggio e

quindi libera uscita per le badanti,

ma non è sicuro

osservo le dita di una di loro mentre fuma,

le punte di indice e medio sono completamente

ingiallite dalla nicotina

troppo fumo poco arrosto

è magrissima, molto alta

occhiali da sole le coprono occhi stanchi

una treccia le raccoglie i capelli multicolori

in buona parte bianchi,

ora impugna il mozzicone anche con il pollice

è più il tempo che tiene la sigaretta

di quello impiegato a fumare

ha una giacca di lana rosa

infeltrita in alcuni punti, in altri ha la lana

appallottolata ripiegata su sé stessa

mentre continua l’afflusso delle persone

l’amica ha iniziato a parlare a telefono

in italiano, forse non sono badanti

tra poco tocca a me vado nella sala

d’aspetto del reparto otorino

con giochini da bambini che servono

da trastullo prima delle visite

e i genitori più impauriti dei figli

mi tengono compagnia.

Chiamano per cognome, andiamo in due,

è un caso, alla stessa ora due persone con

lo stesso cognome, allora chiediamo il nome

non è la mia volta

me ne torno ad aspettare

l’attesa mi fa pensare alle cose inutili

agli oggetti buttati in pattumiera

allo scrollare su facebook

al tempo perso a cercare responsabilità altrui

alla nostalgia

ad arrabbiarsi inutilmente

e alla ricerca inutile della salute che

lentamente abbandona i corpi.

 

Perché rubi??


 

 

 

 

 

 

Perché rubi  ?

Essere o non essere? Denunciare o non denunciare, questo è il dilemma.

Far sapere allo Stato del furto subito o silenziosamente subire e accusare il colpo?

Mi era già successo e ci sono ricascato, nello stesso modo, come quando si fa un errore due volte, non si è imparato nulla.

La prima volta molti anni fa, davanti casa mi avevano rubato l’auto, l’avevo lasciata aperta.

Ho ripetuto l’errore lo scorso sabato mattina, giorno di mercato, ero tornato dall’orto, avevo lasciato aperta l’auto davanti casa per scaricare e mi era poi rimasta aperta.

Il sabato ci sono occasioni ghiotte, anziani a fare la spesa lasciano in vista portamonete nelle borse, c’è confusione, un terreno facile anche per auto incustodite.

È stato il momento adatto anche per introdursi nella mia auto rubare il navigatore e gli occhiali da sole.

La fiducia negli altri è una incognita misteriosa, per ognuno è diversa.

Ora ditemi pure che sono un bischero a lasciare la macchina aperta con oggetti di valore dentro.

Con il navigatore di dieci anni fa son più le volte che mi sono perso di quelle che mi ha portato nel posto giusto; mi spiace per il valore dovendolo ricomprare, ma mi rincresce più per gli occhiali, erano quelli di scorta, dei vecchi Persol vintage anni ‘80.

Ma mi voglio rivolgere a te, ladro, e ti voglio fare la domanda:

– perché rubi? Come mai ti attacchi a oggetti personali con valori esigui? Lo sai di essere un ladro di polli, non ti aiuterà molto quello che mi hai sottratto. Se ti è servito per esercitarti, devi sapere che stai perdendo la dignità. Non sei in grado di provvedere alla tua vita senza ricorrere ai beni di proprietà altrui, questo non è bene. Sei sicuro di aver fatto tutti i tentativi?

Se è la povertà che ti ha spinto ad agire così, sappi che persone molto più cattive di me si stanno organizzando per farla pagare a chi ruba.

Sappi anche che rischi molto in rapporto a quanto rubi, perché quelli che rubano miliardi, spesso non vanno nemmeno in galera. Quelli come te se presi in flagrante o visti con una telecamera, li sbattono dentro e dopo sarai segnato per sempre.

Se sei un ladro che lo fa di lavoro, ti ringrazio perché hai preso due cose senza rompere nulla, mi hai lasciato un poco in disordine, ma va bene, ci ho messo due minuti a rimettere a posto.

Voglio aggiungere che la prossima volta troverai ancora l’auto aperta, cercherò di non lasciare niente di interessante, e allora ti prego non spaccare nulla, fai conto che quella sia la tua auto.

Può darsi tu sia curioso e voglia chiedermi come mai lascerò l’auto aperta.

Voglio dirtelo, sai, sono convinto che viviamo meglio senza preoccupazioni, io non voglio proprio averle, voglio pensare che non debbano esserci ladri, perché il tuo non è un mestiere, è un lavoro sporco, fuori della legalità, pieno di rischi, sono quasi convinto che hai dovuto sceglierlo, e non ti piace.

Come nelle malattie cerco di prevenire invece di curare. Quello che sto facendo è pura prevenzione, la prevenzione non si fa mettendo barricate, ma facendo domande.

Non voglio che tu mi risponda, sarei felice tu possa leggerle e che ti possano aiutare a comprendere.

Voglio aggiungere che non farò nemmeno la denuncia; non trovo più la scatola del navigatore di dieci anni fa e senza la matricola è inutile, poi i Persol tigrati, non sono un pezzo unico, ma abbastanza raro poi di colore verde, e non si vede nessuno con occhiali del genere a giro, li riconoscerei tra mille.

Una cosa voglio dirti: sarebbe spiacevole incontrarti con i miei occhiali.

 

SUL TRENO


 

Sul treno

Sui binari della stazione, ragazze incuffiate, adulti chini su telefonini, sguardi attenti agli orari o a macchie sulla banchina. Attirano la mia attenzione i jeans sdruciti di una ragazza e stridono i freni di un treno seguiti da soffi delle porte, scendono i viaggiatori, dialetti africani si mescolano agli annunci di ritardi.

Un pallido sole riscalda la mattinata e alla panchina studentesse raccontano le loro avventure con gli ultimi videogiochi e di uno in particolare dove ci si deve nutrire più degli altri e si vince, non ho capito bene cosa.

Arriva il mio treno, monto sopra, davanti a una ragazza mora, vestita di nero, elegante. I nostri sguardi verso il finestrino.

Osservo il Frecciarossa, siamo partiti insieme, ci sorpassa subito. I contorni della città, avvolgono la stazione, con il suo traffico, le ZTL, i parcheggi, e le verdi colline riempiono i bordi del vetro del finestrino.

Scrivere è la mia terapia, la pasticca di oggi è la storia di un viaggio, davanti a una ragazza, gli occhi nascosti da occhiali scuri, lo sguardo sull’esterno, le cuffie connesse al cellulare, chissà se ascolta musica, un audiolibro, la radio. Chissà cosa sogna. Allora decido di entrare nei suoi sogni, salgo dalle scarpe da tennis, le calze a rete nere, ma non trovo la sede dei suoi pensieri, non è nella pancia, nemmeno nella testa, sta pensando con il cuore, credo sia innamorata, il suo volto è rilassato, ora chiude gli occhi, sta pensando alle vacanze in Irlanda, era con le amiche, ma al ritorno ha conosciuto l’amore, ora si arricciola i capelli, scruta il cellulare, china a scrivere, cerca risposte alle sue domande, le labbra serrate, sono i messaggi di persone alle quale vorrebbe smettere di rispondere, ma deve. La sede dei pensieri è cambiata, deglutisce più spesso, con un respiro affannato digita nervosamente con i pollici, poi abbandona il telefono, è una cosa che può rimandare. Solo la morte non si può rimandare. Tutto si risolve nel finestrino, mentre scorrono paesaggi la mia vicina di viaggio ora è più rilassata. Si tocca il rossetto, di un rosa acceso lucido. Riprende a scrivere osservo il suo biglietto ferroviario, me l’ha messo davanti come volesse mostrare la destinazione, è diretta a Siena, ma io scenderò prima, chissà cosa va a fare, potrei scoprirlo, ma non voglio, sono nel suo corpo. L’intruso curioso non resiste, è un incontro d’amore, una agenzia matrimoniale le ha fornito un appuntamento, lei si è messa in ghingheri, tra non molto incontrerà il suo bello. Le amiche sanno. I messaggi sono gli incoraggiamenti delle amiche.

Vedrà la persona che ha già immaginato dalla foto, ci parlerà.

Mentre scendo le faccio i miei migliori auguri, con il pensiero, non con le parole.

Le parole sono pericolose.

Una giornata persa


 

 

 

 

 

Una giornata persa

Mi ero candidato a un posto di lavoro rispondendo alle inserzioni di siti specializzati, e tutto è iniziato con una telefonata, di sabato mattina, mi hanno spiegato che la loro azienda necessita di un posto di back-office. Vado quindi al colloquio il lunedì e dopo cinque minuti mi liquidano dicendomi che mi vogliono rivedere per la giornata di prova, il lunedì successivo.

Ora, tengo a precisare che nel primo colloquio mi avevano spiegato esattamente cosa dovevo fare, acquisizione dei dati della clientela, esercitazioni su un programma di anagrafici, indicata anche la cifra mensile, orario e luogo di lavoro.

Il lunedì successivo, appena sono arrivato mi hanno fatto firmare un foglio, e quello mi ha ricordato tanto un network di assatanati conosciuto una ventina di anni fa e non pensavo esistesse ancora qualcosa di simile.

Non posso parlar male di chi mi ha contattato, ma la ragazza gentile della telefonata non sembrava avere niente a che fare con i ceffi addetti alla selezione che ho incontrato successivamente.

La persona della settimana prima me ne ha presentata un altra dicendo che dovrò starci insieme tutto il giorno.

Mi sono trovato poi catapultato in un altra città a quaranta chilometri a suonare campanelli alla gente, accompagnato anche da due ragazze straniere che potevano essere mie figlie per l’età inferiore ai trenta anni.

Una persona che ti invita per un colloquio di lavoro e poi te ne offre un altro come la vogliamo chiamare? Non voglio fare il nome della ditta, ma raccontare come è successo.

Le aziende sono sfuggevoli come anguille, hanno molti nomi e ogni nome non sembra essere sinonimo di serietà.

Mi avevano cercato per un lavoro di back-office solo che si erano dimenticati dell’office e mi proponevano solo la parte “back”.

Ora se questa gente pensa ancora di avere mercato in un questo mondo credo ci sia qualcosa di sbagliato nel loro cervello e mi chiedo anche se è lecito che continuino a molestare i cittadini nelle loco abitazioni.

Da parte mia, quando voglio cambiare la televisione non aspetto che venga qualcuno a mostrarmi i modelli, guardo in rete, scelgo quella che mi aggrada, magari poi vado in negozio a ritirarla.

Stessa cosa se devo il cambiare gestore dell’energia. A conferma di ciò, un amico mi ha detto sorridendo che se venissero a casa sua li prenderebbe a fucilate, compresi quelli che si spacciano per le letture dell’energia, sostituite da anni dalla telelettura del contatore.

Io li accompagno a suonare campanelli, quasi tutte le porte sono chiuse dall’interno con serrature di sicurezza, nei palazzi dai quattro ai sei piani, all’interno anziani con o senza badanti, ragazzine sole in casa senza genitori, la ricerca mira a trovare la persona titolare dei contratti, inferiore ai settantacinque anni di età, disposta ad ascoltare le offerte di aziende del settore energetico.

La scampanellata è diretta a tutti, aziende e privati, nel caso di aziende viene proposta una azienda, nel caso di privati un altra.

Sono stato con loro tutta la mattina, e non so quante centinaia di campanelli abbiamo suonato, gran parte senza risposta, perché c’è anche tanta gente che lavora e in casa non c’era nessuno.

Mi sono sentito truffato, deriso, ho accettato di girellare con loro la mattina.

Come si fa a pensare che un ultra cinquantenne vada a suonare i campanelli?

Cioè, è pur sempre un lavoro, ma almeno, dimmelo prima!

La giornata di prova non era affatto rispondente alle caratteristiche del lavoro.

Non sono tornato con loro nel pomeriggio.

Sono rimasto in un bar, ho aspettato che mi riportassero nella città dalla quale mi avevano portato via, come fanno i rapitori quando sequestrano l’ostaggio.

Sono una persona che sa essere paziente e poi avevo lasciato l’ombrello nell’ufficio della mattina e dovevo riprenderlo, inoltre mi aspettava il famoso test, al termine della “giornata di prova”.

Mi consegnano il test in una saletta con un rumore infernale, dove alcune ragazze venivano istruite con discutibili modalità per avere la motivazione necessaria per suonare i campanelli.

Il test aveva tutte domande inerenti la vendita e alla fine mi è stato detto che per il posto di back-office avevano già provveduto.

Come la Spam, questa è roba che deve finire e basta. Mi dà noia il fatto che questo comportamento induce illusione in chi spera in un lavoro, e avvalendosi di questo raccolgono adesioni da centinaia di giovani per un lavoro di una inutilità assoluta.

Per essere il primo colloquio dopo trentacinque anni posso solo affermare che mi poteva andare meglio, bastava che dicessero prima le cose come stavano, non avrei nemmeno scritto questo articolo.

PORTUGAL


Portugal – September 2017

I feel like a child coming back from the first school trip.

I am the tile maker, azulejos with different colors and shapes, of the thoughts of tourists, of the Portuguese, of guides, of impressions, of ideas and of drawing; Every piece is poetry, painting, literature, politics.

The first time you visit a country, a city, try to describe it in a few words.

It’s a hard work, if not impossible, the first research is in comparison with other sites, known, known and adding the most or less.

Less green in London, less chaotic than Paris, safer than Amsterdam, more open to gays in Moscow,

with the tendency to generalize, and if you know someone who denies the theory, the whole castle collapses in the air.

A week in Portugal is a taste, Lisbon is a precious jewel to be discovered slowly, an old lady who turns my head even without the glass of Porto at the end of the meal.

I would like to be precise, detailed in telling the trip the places visited, Portuguese dishes, but I can not, I do not want to leave the usual reportage, something different, to read as a story, and I do not know if I can.

Those who decide to plan a trip with other people have a good responsibility, tastes vary, and each trip can be geared to cultural interests, natural surroundings and landscapes, religion, gastronomy, history or anything else.

Plan

I have discarded trips from Italy, though they often have great mixes, but when they try to cover an entire nation, they often turn you like a trott without the possibility of enjoying a place in holy peace.

I used to book the flight Ryan Air and I was lucky because the flights were not subject to cancellations. I would recommend booking about two months before not having to pay exorbitant figures, but I think there were not two people on the flight who paid the exact same amount, the extremely low price in the end is a matter of luck and a long time lost in looking for the price best. For the room I had searched on booking which has become a world leader in bookings, the services seem to be the same as the ones offered by the agency because they draw to the same hotels but then I hijacked the searches on Airb & b.

There is an offer for all tastes and I felt like I did not spend a bit, but when in Lisbon I met two Italians in the Salerno area who had spent half. Boh, you always find someone more experienced in bookings, will be next time! The visit period at the end of September was excellent, always in t-shirt, sunny during the day and only a little while in the evening, with temperatures from twelve to twenty-eight degrees.

Flight and landing

In the landing plane I saw Lisbon for the first time; this went to the ocean and then passed over the statue of Christ Rei, it seems to watch the XXV Aprile bridge and the river Tejo.

Lisbon is divided by the River Tejo, the airport and city center are in the largest and densely populated part.

To get to the apartment I thought to use the navigator, since I also have the internet line on the smartphone in Portugal, then put the public transport option and check which subway and bus stops but after a couple of attempts, I I surrendered and took the taxi, which brought me right in front of the house.

The district of Bairro Alto (the name says it) has a wonderful view. A young Portuguese with a good english shows me the flat on the fourth floor with elevator and explains how I should do to return the keys at the end of the week, how to use satellite television, the operation of the kitchen I will not use.

Volcanic area

Lisbon was destroyed by a severe earthquake in 1755, the island of Madeira and most of Portugal’s territory are of volcanic origin. In particular, Sintra, a city about twenty-five kilometers from Lisbon has very fertile soils and is a real garden.

The sweets

In Lisbon you can roam by tasting the birthday pastel, are fantastic breakfast pastries, but also to enjoy at any time of the day, like ours. There are museums of all kinds, and those who prefer to stay in the city for a few days can do the lisboa card and this allows you to use all the means of transport in the city and surroundings and other discount tourist attractions. A pastry in addition to the birthday pastel also produced sweets on nun recipes, a delicacy.

 

 

Museums and monasteries

One of the museums worthy of note is the Azulejos Museum, to name them in a few words I can say that they are beauty tassels and I do not add anything else. The Belem carriages museum with pieces from other nations such as the French and Italian carriages, are works of art, real homes traveling with real and rudimentary decorations for comfort.

The Mosteiro de Jeronimo in Belem is another jewel to be missed, as well as the Belem Tower.

I do not want to go anymore, guides me with more complete descriptions.
Monastery of Batalha is the first nucleus of Dominican monks, built in Gothic style

 

 

The “ring” tour

I chose not to rent a car for this first tour in Portugal, limited to the Lisbon area, though it included Cabo de Roca, Cascais, Sintra and other Estramadura countries.

Lisboa Card includes train trips to Cascais and Sintra, and there is even a bus linking these two cities, so one day you can visit Lisbon – Cascais – Capo de Roca – Sintra – Lisbon; here is the ring round!

There are trains every twenty minutes for both Sintra and Cascais, departing from the subway stations of Cais de Sodre and Rossio. A do-it-yourself tour with excellent results.

Young Portuguese

They all speak very good English, unlike the middle-aged people who have difficulty with the French, for the Italian then, only in the restaurants!

A Portuguese girl accompanies me to a restaurant I’m referring to, she reports her impressions about her city, informs me that a few days ago there was a demonstration of the inhabitants for the excessive rise in prices in Lisbon, caused by the huge inflow tourist.

We speak in English, and I explain that the law of supply and demand is not by now, Keynes wrote it long ago. All in time can change; states, governments are trying to rewrite the rules of the economy, common efforts are needed, shared, is not easy.

On a train trip to Cascais I meet a young man, ask for information on buses from Cascais to Sintra and point out to me that his navigator indicates a different bus than that of my navigator.

Only then did I understand that the navigator can be set in different ways, and … I learned to use it! Mistakes in something are needed. With the latter we have even become friends on facebook!

Swiss couple

A couple of Swiss people looking for the “buen retiro” are trying to live, they are happy, but they feel crushed by bureaucracy, even in Portugal it does not joke.

They tell me they had asked for a reduced fare for the train, they decided to stay for a month in a country near Cascais, but the discount authorization came after fifteen days and they have not used it anymore.

The Swiss are in the canton of Ticino, an area invaded every day by more than 70,000 frontiers, accepting to work at three thousand euros a month, are preferred to the Swiss.

A Swiss can not get to the bottom of the month with three thousand euros. Each country costs its own.

In Portugal with a thousand euros living big, they rented a villa with this figure. It is obvious that they can afford it.

Sintra, again

On the ring tour I had seen in Sintra the Palacio de Pena, but it was not enough, I went back to visit another tourist attraction: Quinta de Regaleira

The train to Sintra is made up of street musicians and guitar, tambourine and accordion play pieces well known, the ticket for Sintra costs 4.40 euros and with the live music show it seems like the most ridiculous price. They go for the tip, they can not deny it.

Sintra seems to live only with tourism with its villas and palaces, surreal residences like that of the Fifth of the Regaleira.

The visit to the beautiful residence takes at least two and a half hours, but it is worth it.

After the embrace of the old lady the dive in the green of Sintra is an unexpected ecstasy.
Sintra – Quinta de Regaleira details of the park

 

 

 

Weak and flee

During the week of visits to Lisbon and surroundings I used one of those “bites and escape” trips was not in Italian, but in Portuguese and French. As far as I understand the company is the same as the red buses and discovered Sightseeing that animate many European cities.

I happened accidentally at a red bus terminal and asked for information about the services.

On the brochure there were the various offers and I was attracted to one of these “Fatima FD” (full day) with a visit to Obidos, Batalha, Alcobaça, Nazarè, Fatima. The only neo were the driving languages, with two buses with Spanish-English guide and the other with Portuguese-French guide, but nothing in Italian.

Portuguese is different from Spanish, has something in common, but it is understood more difficult; the French I understand enough, and with the two languages ​​at last something came from the explanations of the guide.

alleged

One evening in the lobbing for Lisbon I see a bar and showcase exposed thirty hams hanging, strange a bar with hams! I put it in and wonder why the form and why are small, much smaller than the Italian ones.

Ham in Portuguese is said to be “presumed”, they tell me that they are pig hogs slaughtered within two years and that they are treated with smoked, their company sends them to Spain for the smoker process, then the drying and seasoning salad for a minimum of ten months. The flavor is delicate and aromatic, along with the Spanish hams are considered the best in the world.

Viagem

For shifts within Lisbon, the subway is convenient and fast, with five lines also touching peripheral areas and places of greatest interest.

I used it to go to Belem and at the East stop for Naçoes Park, Oceanarium.

Lisbon has many hills and in the high parts of the subway it does not go, here is the need to take the yellow trams and it is routes trained by tourists in a rushing between narrow streets and steep climbs. The advice of using the Viagem card is to make a daily $ 6.15, with this modicum you can take any type of tram or bus, and even trains.

Safety

In the city I was able to appreciate the police, present in the subway, crossroads, in the chat with Italians met at the restaurant knowing that Lisbon is one of the safest cities in Europe, but also for cleaning does not joke, you do not see dirty on the ground, there are no dumpsters, as if the rubbish went autonomously towards a dump or waste-to-energy plant.

You feel a careful check with those who are not in the rules, for example, cars parked in forbidden areas apply jaws and a tape with prayer to pay immediately the figure of 30 euros otherwise they take away the car.

 

 

Another interesting sign is the ban on feeding the pigeons, I have read it and it seems to me

having understood that the contravent’s will be penalized by one fifth of the salary, so it is not a fixed fine, but it goes according to the income of those who go to give it to eat.

You never end up learning!

 

Taste

So my way of visiting Portugal was to taste it, like delicious dishes, tasting only a few tablespoons on the surface.

I will leave it next time, I hope to find it intact.

 

P.S. il post in italiano è nel blog  http://www.oichebelcastello.it

 

WILD


 

Wild di Jean-Marc Vallée – 2014

Recensire un film è un modo per ricordarlo, anche se la critica non l’ha molto considerato.

Come per i libri se ci si ferma ad analizzare qualche refuso o errore grammaticale si perde il contenuto, e certe volte il valore è proprio lì.

Wild non è solo il racconto del percorso attraverso le montagne rocciose, la natura dei parchi americani, si tratta di un ennesimo viaggio interiore, quello che serve a certe persone, come se fosse un farmaco salvavita.

Cheryl sceglie di percorrerlo, in un momento brutto della sua vita. Durante il viaggio con dei flash le si ripresentano altre tappe della sua vita. Certi momenti sono stati terribili.

A Cheryl muore la madre. La madre frequentava con lei l’università.

Cheryl è sposata con un uomo che non ama, cade nel tunnel della droga, si prostituisce. Il padre di Cheryl era alcolizzato e violento.

La madre si era ritrovata da sola a crescere due figli, ma non si è mai pentita di quel che ha fatto.

E’ contenta ad avere due figli straordinari.

Spesso si ripete :

– devo rimettermi sulla strada della bellezza.-

La madre di Cheryl si ammala di cancro, morirà in breve tempo. Lascia i figli con un rimpianto :

– non sono mai stata me stessa, non ho mai deciso niente nella mia vita-

Dice alla figlia :

– se c’è qualcosa che vorrei insegnarti è di cercare la tua parte migliore e tenertela per tutta la vita.

Cheryl in una libreria vede un libro che parla di un percorso dalla California alla Columbia britannica (Canada) tra le montagne e pianure.

Nel lungo viaggio incontra molte persone.

La lunghezza del percorso di Cheryl secondo i siti web italiani di recensioni sembra essere di 1600 km.

In Usa hanno le miglia e non i km e la cosa cambia molto. Poi il percorso PST dalla California a British Columbia secondo Maps è di circa 4000 km.

Cheryl lo ha percorso in 94 giorni e la media degli escursionisti è di 30 km al giorno.

C’è qualcosa di strano nei numeri, ma non importa.

Alcune le chiedono se le pesa la solitudine, lei ammette che certe volte si sente più sola nella vita normale che nelle montagne.

Ogni giorno c’è un alba e un tramonto e tu puoi decidere di essere presente, puoi dunque metterti sulla strada della bellezza.

Dice Withman : – sii curioso, ma non giudicare ! –

Al bambino che incontra durante il viaggio ricorda che :

– i problemi non rimangono per sempre, si trasformano in qualcos’altro.

Alla fine Cheryl capisce cosa cerca :

– posso riuscire a perdonarmi ? –

Se fosse stato quello che ho fatto a portarmi qui, ci ho messo anni per essere la donna che mia madre desiderava, dopo essermi persa nella selva del mio dolore, ho ritrovato la strada per uscirne

No, non c’era bisogno di afferrare tutto a mani nude.

La vita è sacra, così vicino, così presente la vera sfida è vivere.

Un bel film, se l’avete perso, potete recuperare!

 

RICETTINA DI MAGGIO Frittata di aglio fresco


A novembre mi erano rimasti molti capi d’aglio dell’anno precedente, molto piccoli. L’aglio troppo piccolo ha lo stesso sapore di quello grande, ma si sbuccia male, non è pratico. Invece di buttarli, a Novembre in una giornata uggiosa e piovosa, li piantai in una zona marginale dell’orto e anziché mettere in terra lo spicchio, decisi di mettere l’intero capo d’aglio.

Con grande meraviglia, in questo periodo invece di ottenere agli grandi, per ogni capo collocato a terra mi sono spuntati tantissimi aglietti.

Come utilizzarli?

Mi è venuta una idea e ho provato a farci una frittata.

 

 

Ho spezzettato i piccoli aglietti utilizzando anche buona parte del gambo, ma non troppo perché sono un po’ duri, ho messo tutto in padella insieme a pezzetti di salsiccia e cominciato a cuocere.

Ho sbattuto due uova con un poco di latte, per ammorbidire e ho continuato a cuocere gli agli, che devono appassire bene.

A questo punto si può salare un pochino e aggiungere le uova sbattute, non deve cuocere tanto la frittata, appena è assodata va mangiata, infatti non ho nemmeno fatto la foto!

Ah ! ecco l’elenco degli ingredienti !

  • un mazzo di aglietti freschi
  • una mezza salsiccia, ma se piace anche intera, poi è quella che fa il grasso perché l’olio non lo metto
  • due uova
  • mezzo bicchiere di latte (anche meno..)

Voglio aggiungere che non si devono impensierire le persone che temono l’aglio per il cattivo odore che rimane quando si mangia crudo. Quando è cotto non si sente nulla, non “ritorna” ed è risultato digeribile e gustoso. Da rifare, tanto di aglietti ne ho molti ancora.

Era tanto che non pubblicavo ricette, e… buon appetito!