Orto nel campo


Sottotitolo: “più frittata per tutti!” Oggi è una giornata speciale: ho raccolto i miei primi 3 kg di zucchine. Mi sento come Paperon de Paperoni quando nel Kloendike scavava con le unghie la sua prima tonnellata d’oro. E ieri è stato altrettanto speciale perchè ho ricevuto l’ispezione dell’amico Roberto Francalanci, maestro di orto e […]

via L’Uomo Del Monte ha detto: “Si!” — joseph pastore maker

GOCCE GEMELLE


gocce

img dal web

GOCCE GEMELLE

Siamo come delle gocce, e prima di diventarlo davvero, magari c’è voluto anche tanto tempo.
Dall’unione di tante gocce si formano acque fresche pronte a dissetare i bisognosi, acque che lavano, purificano, irrigano, detergono.
Poi altre gocce si fanno prendere dalla fretta, spinte da eventi che non possono controllare, seguono canali impetuosi, provocando danni incalcolabili.
Mi sono trovato, goccia nel mio paese, a riunirmi ad altre gemelle e ancora altre venute da lontano, ed è stato bellissimo quando ho scoperto che certe gocce sono intelligenti, disponibili, ma soprattutto si forma empatia fra le stesse.
Un’introduzione forse fuori luogo per parlare di gemellaggio tra paesi, un’attività che può sembrare marginale, ma che per pochi giorni, nel mio paese ha impegnato molti amici.
Ci siamo trovati a ricambiare l’ospitalità del viaggio effettuato in Marzo, in Francia, nella città alsaziana di Guebwiler, e liberati da ogni dosatore e senza pensare a quanto avessimo ricevuto, ci siamo preoccupati di dare informazioni, indicazioni, guidarli alle eccellenze del nostro patrimonio artistico, le nostre attività produttive, la gastronomia, la cucina, l’economia.
Sono rimasti molto contenti, ce lo hanno confermato nell’assaggiare i prodotti della cucina toscana, o ammirare i paesaggi della campagna toscana, le ville, i castelli, le chiese, i musei, i prodotti dell’industria locale.
Molte sono state le domande, da queste è emerso il confronto, quando ci si confronta si possono apprezzare percorsi diversi dal nostro se conducono a soluzioni migliori.
Un componente del gruppo francese spesso si animava di un mantra :
– non esistono problemi, esistono soluzioni ! –
Abbiamo confrontato le caratteristiche e peculiarità dei due paesi come i ragazzi quando confrontano le collezioni di figurine e riescono a completarle con gli scambi.
Come se ognuno dei due paesi avesse dovuto ultimare un enorme puzzle senza conoscere il disegno definitivo.
Il fatto di conoscere ed apprezzare altre culture non ci deve distogliere dal dimenticare la nostra identità.
Su questa prima di tutto occorre riflettere.
Allora prima di pensare quello che ci divide (e mi riferisco a idee politiche, razziali, antipatie personali) occorre mettere in campo ciò che unisce.
Solo quando queste barriere saranno abbattute si potrà parlare, confrontarsi e allora le gocce potranno unirsi ancora e formare un’acqua dissetante e corroborante.

GOUTTES JUMEAUX

Nous sommes comme des gouttes, et avant de devenir vraiment, peut-être il faut trop de temps.
Beaucoup de gouttes sont formées par l’union de l’eau fraîche prête à étancher les nécessiteux, lavage à l’eau, nettoyer, rincer, nettoyer.
Ensuite, plus de gouttes se hâter, entraînée par des événements qu’ils ne peuvent contrôler, suivre les canaux impétueux, causant des dommages incalculables.
Je me suis retrouvé, goutte dans mon pays, de se réunir avec d’autres jumeaux, et d’autres encore viennent de loin, et il était beau quand je découvre que certaines gouttes sont intelligents, disponibles, mais surtout il forme l’empathie entre eux.
Présentation peut-être sur place pour parler de jumelage entre les pays, une activité qui peut sembler marginal, mais pour quelques jours, dans mon pays, a commis beaucoup d’amis.
Nous avons dû redonner l’hospitalité du voyage en France, q’on a fait dan le mois de Mars, dans la ville alsacienne Guebwiler, et se débarrasser de tous les doseurs, et sans penser à ce que nous avions reçu, nous étions inquiets de donner des informations, les directions, les guider à l’excellence de notre patrimoine artistique, nos activités de fabrication, la gastronomie, la cuisine, l’économie.
Ils étaient très heureux, nous avons confirmé dans l’échantillonnage des produits de la cuisine toscane, ou admirer les paysages de la campagne toscane, villas, châteaux, églises, musées, produits de l’industrie locale.
Il y avait beaucoup de questions, il est ressorti de ces comparaisons, lorsqu’ils sont confrontés, vous pouvez apprécier des chemins différents de notre si elles conduisent à de meilleures solutions.
Un membre du groupe français souvent animé par un mantra:
– Il n’y a pas de problèmes, il y a des solutions! –
Nous avons comparé les caractéristiques et les particularités des deux pays que les garçons lorsque l’on compare les collections de figurines et parviennent à les compléter avec les échanges.
Comme si chacun des deux pays avaient dû remplir un énorme puzzle sans savoir la conception finale.
Le fait de connaître et d’apprécier d’autres cultures ne doivent pas nous empêcher d’oublier notre identité.
Sur ce premier de tous, il doit refléter.
Donc, avant de penser à ce qui nous divise (et je me réfère à la politique, la race, aversions personnelles) doivent être mis en place ce qui unit.
Seulement lorsque ces obstacles seront démolis vous pouvez parler, discuter, et puis le gouttes à nouveau et se rejoignent pour former une trempe à l’eau et vivifiant.

ALSAZIA


strasburgo

Alsazia

Un viaggio inaspettato, dopo venticinque anni senza esercizi linguistici di francese, senza troppe aspettative. Mi sono catapultato nell’avventura con l’energia e la curiosità dell’esploratore .
Non è stato facile mettere tutti d’accordo, comitati di gemellaggio, famiglie ospitanti, direzione scolastica, strutture ricettive, uffici comunali, azienda di noleggio bus, insegnanti. E finalmente giovani studenti del locale istituto alberghiero con gli insegnanti e uno sparuto gruppo di cittadini, ha animato un grande autobus bianco da turismo da sessantadue posti. La grande caravella diretta a svelare un piacevole ambiente francese a confine con la Germania, sconosciuto alla stragrande maggioranza degli estimatori delle terre francesi.
Inutile elencare luoghi stupendi tappezzati da chilometriche distese di vigneti e le irte montagne dei Vosgi affacciate sulla pianura; sembrano essere lì solo per proteggere le coltivazioni dai venti nordici.
Da Guebwiller sono partite le escursioni per Colmar, Strasburgo, Orbey , Lapoutropie, Eguisheim, non solo alla scoperta di luoghi storici, ma anche di arte e di lavoro. Un puntuale e preciso programma di accoglienza condiviso ha permesso ai ragazzi del nostro istituto alberghiero di visitare le lavorazioni di birra, formaggi e acquavite, acquisti consapevoli di prodotti alimentari, la gita in battello a Strasburgo, un dolce bighellonare per le vie di Colmar .
Mi sono soffermato ad analizzare le ragioni della bellezza di Strasburgo, quella grande città quasi confine con la Germania. Un territorio tanto conteso è riuscito nel corso dei secoli a trasformare un punto di debolezza in un punto di forza. Ne è risultato un paese armonico, in continua emancipazione, cultura, bellezza e quindi patrimonio dell’umanità.
Molti hanno paura di non poter comunicare adeguatamente senza conoscere la lingua, per me invece è stato facile, e la lingua francese è ritornata nella memoria forte come il lampo di un neon acceso dopo tanti anni, discussioni animate, app di android con dizionario italiano-francese per le parole difficili, e finalmente tutto scorre, gli adulti accompagnatori del gruppo di ragazzi diventano una utilità, un punto fermo, i ragazzi sono interessati a tutte le novità, si comportano bene in ogni occasione. La lingua è uno strumento, poi occorre sapere cosa dire.
Non si deve dare niente per scontato.
Ecco che un viaggio, nuovo nel suo genere diventa qualcosa da ripetere, da rifare.
Sulla strada del ritorno scrivo queste righe, per lasciare una traccia. Ho bei ricordi delle persone di Guebwiller che ci hanno ospitato, non i gentili e compunti assistenti del solito albergo delle località turistiche, o l’impiegato di un ufficio di turismo. Tutte le persone ospitanti si sono dimostrate affabili e gentili. Molti hanno promesso di venire a trovarci, sarà un piacere poter ricambiare, e allora toccherà a noi a fare da guide.

Alsace

Un voyage inattendu, après vingt-cinq ans sans exercices de langue française, sans trop d’attentes. Je catapultée dans l’aventure avec l’énergie et la curiosité de l’explorateur.
Il n’a pas été facile de mettre tous d’accord, les comités de jumelage, les familles d’accueil, la gestion de l’école, le logement, les bureaux municipaux, location de bus entreprise, enseignants. Et enfin, les jeunes élèves de l’école de gestion locale de l’hôtel avec les enseignants et un petit groupe de citoyens, a conduit un grand entraîneur blanc de soixante sièges. La plus grande caravelle directe pour révéler un environnement agréable à la frontière française avec l’Allemagne, inconnu de la grande majorité des fans de terres françaises.
Inutile d’énumérer les endroits magnifiques canapés par des étendues de kilomètres de vignes et d’imposantes montagnes du massif vosgien dominant la plaine; seulement ils semblent être là pour protéger les cultures des vents du nord.
De Guebwiller a quitté les voyages à Colmar, Strasbourg, Orbey, Lapoutropie, Eguisheim, non seulement de découvrir des sites historiques, mais aussi dans l’art et le travail. Un programme d’accueil partagé en temps opportun et précis a permis aux étudiants de notre école de gestion de l’hôtel pour visiter les rouages ​​de la bière, le fromage et le brandy, les achats au courant de la nourriture, le voyage en bateau à Strasbourg, une promenade dans les rues de Colmar.
Je me suis arrêté pour analyser les raisons de la beauté de Strasbourg, la plus grande ville presque à la frontière avec l’Allemagne. Un territoire contesté beaucoup a réussi au cours des siècles pour transformer une faiblesse en une force. Le résultat est un pays harmonieux, continue l’émancipation, la culture, la beauté et un site du patrimoine mondial.
Beaucoup ont peur de ne pas être en mesure de communiquer correctement sans connaître la langue, mais pour moi il était facile, et la langue française est revenue en force dans la mémoire comme le flash d’un néon allumé après tant d’années, des discussions animées, l’application Android avec Dictionnaire italien- français pour les mots difficiles, et enfin tout coule, les adultes qui accompagnent le groupe de garçons deviennent un utilitaire, un arrêt complet, les garçons sont intéressés à toutes les nouvelles, ils se comportent bien à chaque occasion. La langue est un outil, alors vous devez savoir quoi dire.
Il ne devrait pas rien prendre pour acquis.
Voici un voyage, il devient quelque chose de nouveau de son genre à être répétée, à refaire.
Sur le chemin du retour, je vous écris ces lignes, de laisser une trace. Je garde de bons souvenirs des gens de Guebwiller qui nous ont accueillis, pas le genre et les assistants repiqués des complexes hôteliers habituels, ou employé d’un office de tourisme. Toutes les personnes d’accueil ont prouvé affable et aimable. Beaucoup ont promis de venir nous rendre visite, ce sera un plaisir d’être en mesure de revenir, et puis il est à nous d’agir comme guides.

IL PANINO, una provocazione


panino

img dal web

IL PANINO, una provocazione

Non dovremmo mangiare più di quanto abbiamo bisogno.
Nella rincorsa alla quantità e alla qualità abbiamo aggiunto, modificato e rivisto ogni possibile ricetta della nostra storia.
Nel seguire le regole matematiche del buono + buono = due volte buono e sostituendo ottimo + ottimo = due volte ottimo e così via siamo arrivati anche ad aumentare le dosi.
Come nelle merendine…. stiamo assistendo a confezionamenti di vere e proprie bombe caloriche.
I ragazzi degli anni 2000 non si sottraggono a questa regola.
Ancora una volta parlano i dati.
I ragazzi girano con i telefonini fin dalle elementari, ma vanno a scuola accompagnati fino alle medie.
Si allontana sempre di più la data della delega completa delle responsabilità, e vengono loro affidate sempre più tardi.
Ecco la provocazione :
Insegniamo a farsi un panino per la merenda !
Non le patatine o i dolciumi, un vero panino con quello che vorrà vostro figlio o figlia.
Si tratta di una attività che potrà essere effettuata autonomamente.
Sarà contento di svilupparla e sarà gratificato quando se lo mangerà.
Potrà dire di averlo preparato da sé, sarà una merendina di meno dal distributore. Forse lo prenderanno in giro gli amici, ma non dovete pensarlo, non si sa mai.
Ebbene sì !!
Vostro figlio potrebbe lanciare una nuova moda, che poi è vecchia, quella del panino fatto in casa.
Magari non si tratterà di risparmiare e forse costerà di più, ma il panino sarà frutto di una ricerca di cibi genuini. Vostro figlio comincerà ad apprezzare quanto di buono può essere inserito tra due fette di pane, e potrebbe essere di più di una merendina non in termini di calorie, ma di “soddisfazioni”.
E se diventasse l’idea per un pasto ? E se vostro figlio accedesse alle graduatorie degli chef pentastellati ?
E allora tra qualche anno magari vi metterete a tavola impugnando da un lato coltello e dall’altro forchetta dall’altra e chiederete al figlio :
– E oggi che si mangia ? –
Un panino ? O magari solo pane o pomodoro ….
Buon appetito !

IL PROGETTO


habitat

Avevo promesso di tradurre l’articolo dei blogger francesi, dopo quasi 40 anni dalla fine dei miei percorsi scolastici non è facile tradurre in modo impeccabile, forse non ero molto bravo nemmeno a scuola. Ora c’è google e altri programmi che ci danno una mano.
E mentre mi adoperavo a tradurre gli amici francesi pubblicano il loro progetto in inglese !
Non ce la posso fare !!!

ecco il link al blog attuale, in lingua inglese :
https://coupdepoucepourlaterre.wordpress.com/english/the-project/

e qui di seguito l’articolo tradotto e l’orginale postato tempo fa in lingua francese
e….. quando imparo a mettere le lingue nel blog vi faccio un fischio !!!!!!

Progetto

Il viaggio che noi stiamo intraprendendo mira a soddisfare progetti avendo tratti al concetto di sviluppo sostenibile europeo. La nascita di questo progetto è dovuto alla nostra sensibilità per i diversi movimenti come quello della transizione da Rob Hopkins, uno del deperimento o addirittura felice sobrietà di Pierre Rabhi, ecc. Vogliamo incontrare, per arricchire e condividere le idee di queste persone in cerca di coerenza tra la loro vita, il loro lavoro e questioni ambientali attuali.

Questi progetti riguardano ambiente così com’è , agricoltura, energia, cibo, salute, economia, vita in comunità ecc.

I governi si coprono il volto rispetto al clima, cosa ne pensano i cittadini? Troppe decisioni politiche sono gestite da pochi grandi gruppi ultra ricchi senza etica, agricoltura, sanità, energia ecc sono le vittime principali, ma cosa ne pensano i cittadini? Crediamo che le soluzioni debbano venire “dal basso”, quindi cerchiamo di incontrarli.

Il coraggio di questi pensatori ci interessano molto di più che le ultime notizie di un governo che, di interferenza, vorrebbe governare una nazione, un continente o addirittura un pianeta. Il territorio deve essere più importante proprio ora! I progetti che visitiamo sono connessi al loro territorio, servirà a lui e viceversa.

Gestione da parte dei cittadini direttamente in un dato territorio!

Nell’ambito di questi progetti, come sono tutti i problemi attuali? Vogliamo essere osservatori dall’ interno e testimoniare. In questi progetti, gli stessi problemi sicuramente saranno in primo piano, che sarà solo arricchire e diversificare le risposte a queste domande, ognuno sarà in grado di trovare il cibo ai suoi pensieri. Tale ispirazione è originata dalla nostra testimonianza, in modo che siamo attenti e critici nelle nostre descrizioni. Se i luoghi visitati desiderano fuggire dal sistema omogeneo occidentale, come fanno? Reinventare quindi economia, cibo, energia, istruzione, lavoro, comunità? Come fluiscono i loro pensieri? Quali sono le priorità?

Inoltre, i nostri studi ci hanno portato a un certo livello di conoscenza e ci consentono di qualificare le posizioni di copertura preferite in agricoltura, linee guida di gestione forestale, ecc., ma non sappiamo nulla dei lavori verso i quali orienteremo i nostri sforzi ed è abbastanza insopportabile! Sarà necessario anche per noi imparare ad utilizzare le nostre mani e conoscere i mestieri per cui abbiamo a volte decisioni da prendere. La cultura è principalmente manuale.

Tra questi progetti iniziatori di un nuovo mondo, qualche conoscenza continua dopo secoli di sviluppo. Queste pratiche sono attualmente schiacciate da un’omogeneizzazione dettata da livelli gerarchici superiori. Ignoranti o ciechi per la meravigliosa diversità e l’immensa necessità di queste pratiche, governi, Europa e loro corruzioni sono immersione nell’oblio durante questi anni di riflessione e di sviluppo. È quindi la maggiore importanza è farle tirare fuori la testa dell’acqua e che le loro voci siano ascoltate. Siamo tutti orecchie!

Le projet

L’objectif du voyage que nous entreprenons est de rencontrer des projets ayant traits au concept de développement durable européen. La naissance de ce projet est du à notre sensibilité pour différents mouvements comme celui de la transition de Rob Hopkins, celui de la décroissance, ou encore celui de la sobriété heureuse de Pierre Rabhi, etc. Nous voulons rencontrer, s’enrichir et faire partager les idées de ces personnes en recherche de cohérence entre leurs vies, leurs travaux, et les problématiques environnementales actuelles.

Ces projets peuvent donc toucher à l’environnement en tant que tel, à l’agriculture, à l’énergie, à l’alimentation, à la santé, à l’économie, à la vie en communauté etc.

Les gouvernements se voilent la face par rapport au climat, qu’en pensent les citoyens ? Trop de décisions politiques sont manipulées par quelques grands groupes ultra riches sans éthique, l’agriculture, la santé, l’énergie etc. en sont les principales victimes, mais qu’en pensent les citoyens ? Nous sommes persuadés que LES SOLUTIONS VIENNENT « DU BAS », nous allons donc les rencontrer.

Le courage de ces penseurs nous intéressent bien plus que les dernières news d’un gouvernement qui par ingérence voudrait régir une nation, un continent voire une planète. Le TERRITOIRE doit avoir plus d’importance dès maintenant ! Les projets que nous visiterons seront ancrés dans leur territoire, le serviront et vice versa.

Une gestion venant directement des citoyens dans un territoire donné !

Au sein de ces projets, comment sont repensés les problèmes actuels ? Nous voulons en être observateurs de l’intérieur et témoigner. Dans ces projets, les mêmes questions seront surement avancées, ce qui ne fera qu’enrichir et diversifier les réponses à ces questions, chacun pourra y trouver alimentation à ses pensées. Que l’INSPIRATION naisse de notre témoignage, donc que nous soyons critiques et minutieux dans nos descriptions. Si les lieux visités souhaitent s’échapper du système homogène occidental, comment s’y prennent ils ? Comment réinventent ils l’économie, l’alimentation, l’énergie, l’éducation, le travail, la communauté ? Comment sont menées leurs réflexions ? Quelles sont les priorités ?

De plus, nos études nous ont menés à un certain niveau de connaissance et nous permettent de pouvoir prétendre occuper des postes où nous déciderons d’orientations de gestion agricole, forestière, etc. mais nous ne connaissons rien aux métiers dont nous orienterons la gestion et c’est assez insupportable ! Il s’agira aussi pour nous d’apprendre à nous servir de nos mains et de connaître les métiers pour lesquels nous aurons parfois des décisions à prendre. La culture est avant tout MANUELLE.

Parmi ces projets initiateurs d’un nouveau monde, certains poursuivent les SAVOIRS de siècles de perfectionnement. Ces pratiques sont actuellement écrasées par une homogénéisation dictées par les hautes sphères hiérarchiques. Ignorantes ou aveugles devant la magnifique diversité et l’immense nécessité de ces pratiques, les gouvernements, l’Europe et leurs corruptions font plonger dans l’oubli ces années de réflexions et de perfectionnement. Il est donc d’importance majeur de leur faire sortir la tête de l’eau et que leurs voix soient écoutées. Nous sommes toute ouïe !

EXPO 2015


spalm beach

foto dal cellulare : cluster cacao e cioccolato “spalm beach” all’interno di EXPO 2015

EXPO 2015

Una giornata all’expo 2015 a Milano è come l’assaggio di un cibo nuovo.
Non ne conosci il sapore, te l’hanno descritto, lo puoi immaginare.
Una volta dentro sta al visitatore giudicare, valutare, accettare, ricevere, condividere la miriade di proposte in merito ad ambiente e cibo.
Ieri ho impiegato il tempo a disposizione nella modalità random, incuriosito da tutto.
Mi sono un po’ pentito di non essermi preparato con una pianificazione accurata delle visite ai padiglioni.
Prima di partire ho cercato in rete indicazioni su percorsi consigliati, o padiglioni suggeriti. Non mi sono impegnato molto e alla fine mi sono adattato ad esplorare con molta improvvisazione.
L’intento dell’EXPO è lodevole, non è poco solo chiedersi cosa sarà del nostro pianeta o come affronteremo le sfide imposte dall’esaurimento delle risorse. L’interesse che ne consegue è molto alto.
In Italia abbiamo per diversi mesi una mostra con nazioni partecipanti da quasi tutto il mondo.
Ogni nazione, in modo diverso, racconta nel proprio spazio espositivo la sua storia, il rapporto con il cibo, con il proprio clima, l’utilizzo delle risorse.
Attraversare i padiglioni è come viaggiare nel mondo standosene a casa.
Con proiezioni video, presentazioni multimediali, assaggi di cibo, esplorazioni sensoriali possiamo immergerci in realtà molto lontane da noi.
Il viaggio in autobus di circa 10 ore mi concede circa 7/8 ore per la visita.
Tanto o poco quello è il tempo a disposizione.
Il viaggio di domenica non gioca a favore, infatti nei giorni festivi ci sono molti visitatori.
Nonostante l’ingresso agevole ai tornelli completamente automatizzati, all’interno molte persone si accalcano in file al sole nei padiglioni più o più gettonati.
Quasi due ore di fila per la visita al padiglione Italia e una stragrande maggioranza di visitatori italiani mi fanno pensare a cosa mi posso aspettare da Expo.
Quando faccio un viaggio all’estero non cerco la pastasciutta o la pizza, allo stesso modo in Expo la mia scelta è sulla varietà, quindi non mi metto in fila per Italia e nemmeno per la Germania.
Decido che è meglio vedere dieci padiglioni che stare ore sotto il sole, non posso sapere cosa perderò, ma son venuto ad assaggiare e voglio poter visitare più cose.
I padiglioni visitati sono stati molti, interessanti, suggestivi, specie il padiglione Zero, molto bello quello dell’Austria, particolare Arabia Saudita, degno di nota Israele, volevo vedere il Nepal, era chiuso, a breve riusciranno ad aprirlo, sembra avesse problemi strutturali e non mi riferisco al terremoto !
Degno di nota per quanto mi riguarda è quello della Thailandia.
La fila è stata di venti minuti, la più lunga di tutte, ed è valso veramente la pena.
Ogni gruppo di visitatori (120 ? boh? ) passa in tre grandi sale e una voce narrante in cinque minuti per ogni sala racconta con immagini e video delle foreste tailandesi, della pesca, allevamento ecc.
Il racconto della loro storia è emozionante.
Le attività intraprese dal loro re (alla guida del paese dal 1946) a favore dell’ambiente, dell’agricoltura risuonano come elemento di orgoglio nazionale.
Ogni attività umana in ogni paese si deve confrontare con i leader di quel paese.
Con riferimento alla Thailandia (prima si chiamava Siam) la dinastia che lo guida è la dinastia Chakri, dal 1782.
Mi sono documentato sulla loro storia e fra il 1932 e il 1958 la Storia della Thailandia è caratterizzata da sette colpi di Stato e sei diverse Costituzioni. Questi eventi rafforzano l’oligarchia militare al potere e alimentano una tenace opposizione interna, portando infine alla rivolta degli studenti thailandesi nell’ottobre del 1973. Fino agli anni ’90 si alternano colpi di Stato e nuove Costituzioni, finché nel 1992  la democrazia è ristabilita a pieno titolo attraverso libere elezioni, e la nascita dell’attuale ordinamento costituzionale. Nel settembre del 2006 si segnala un ultimo colpo di Stato pacifico, con il quale si destituisco l’impopolare ex primo ministro Taksin. Indubbiamente la Thailandia è un Paese che mira verso un sistema sempre più democratico e stabile, al centro della quale si trova la nuova e ispirata Costituzione Thailandese.
Nell’ultimo filmato all’interno del padiglione expo il loro Re rappresenta la loro storia vista in positivo. Non sono mai stato in Thailandia.
Voglio immaginarla come un paesaggio fantastico ben interpretato da Jodie Foster nel bellissimo film (non l’ho ancora recensito)“ANNA AND THE KING” di Andy Tennant del 1999.
Mi piace molto anche la relazione della Thailandia con l’ambiente, mirata alla salvaguardia e tutela dell’immenso patrimonio di biodiversità. Apprezzo il loro intento e si diversifica da quello di altri espositori limitati più alla visibilità o la ricerca di nuove relazioni commerciali.
I Thailandesi sono coscienti di essere i custodi di una enorme ricchezza e cercano di gestirla al meglio.
All’uscita del padiglione c’erano i prodotti tipici, era l’ora della merenda e ho assaggiato un gelato al cocco. Se ci andate, dovreste assaggiarlo, non ha niente a che vedere con il cocco noto in Italia.
Ancora oggi li ringrazio per i magnifici momenti che mi hanno regalato.
Ah ! Il gelato si paga nel padiglione, poi non dite che non vi avevo detto che era gratis !!!!