Maya Angelou and Still I Rise


What do you want to do ?

New mailCopy

Maya Angelou and Still I Rise – 2016

Ho visto il film biografico di Maja Angelou. È stata veramente una donna eccezionale, ogni sintesi della sua vita la sminuisce.

Da wikipedia i dati biografici, della sua vita artistica, le sue pubblicazioni:

” Maya Angelou, nata Marguerite Ann Johnson (Saint Louis, 4 aprile 1928 – Winston-Salem, 28 maggio 2014[1]), è stata una poetessa, attrice e ballerina statunitense. 

Nell’arco di mezzo secolo ha pubblicato un’autobiografia divisa in sette parti, tre libri di saggistica e numerose raccolte di poesia, oltre a libri per bambini, drammi teatrali, sceneggiature e programmi televisivi. Ha ricevuto decine di premi e più di cinquanta lauree honoris causa[2]. Maya Angelou è celebre soprattutto per le sette autobiografie incentrate sulle sue esperienze adolescenziali e della prima maturità. Con la prima autobiografia, Il canto del silenzio (1969, titolo originale: I Know Why the Caged Bird Sings), nella quale racconta la propria vita fino all’età di diciassette anni, ha incontrato un enorme successo e apprezzamento internazionale.”

Non ho mai fatto una recensione di un film biografico, non so come farla. Non riepilogherò tutte le fasi della vita, ma solo quelle che mi hanno lasciato qualcosa, ho aggiunto alcune frasi interessanti. 

Da piccola andò a vivere a Stamps dove respirò un’atmosfera carica delle vecchie paure.

Credevano fosse diventata muta, ebbe una violenza all’età di 7 anni e per 5 anni non volle parlare.

-Per mostrare come il male può venire dal bene in quei cinque anni lessi tutti i libri della biblioteca dei neri e poi ottenni anche i libri delle scuole dei bianchi, imparai a memoria Shakespeare, intere tragedie, Poe, Balzac.-

Quando decisi di parlare avevo molto da dire.

Da adulta racconterà poi questo periodo definendolo così:

– quando devo scrivere devo passare la penna sulle cicatrici per farla più affilata.-

Ha fatto la tranviera, la cameriera, la cuoca, la mezzana, la prostituta, la spogliarellista, la ballerina, la cantante, la giornalista, l’insegnante nel Ghana durante il periodo della decolonizzazione, la compositrice, la scrittrice, l’attrice, l’autrice, la regista e produttrice di drammi teatrali e programmi televisivi, la poetessa.

A 70 anni disse sono troppo fiera per piegarmi e troppo povera per spezzarmi e rido fino a che non mi fa male la pancia.

Nel 1950 visse ad Harlem, frequentava un gruppo di scrittori, le piaceva molto, diceva le critiche sono sempre costruttive.

Conobbe M.L. King “ Ci siamo spinti troppo avanti per poter tornare indietro”

Frequenta Malcolm X al tempo di Lumumba; va in Congo e si sposa , un africano in terra d’Africa, capita un incidente al figlio.

Si avvicina il periodo della contestazione:

se hai qualcosa per protestare, devi scendere in piazza!”

Voglio avere abbastanza buon senso da vedere cose nuove e abbastanza coraggio per dire cose nuove”

A Stamps il razzismo era talmente dominante che non potevi nemmeno mangiare un gelato alla crema.

Scrive “Il canto del Silenzio” nel 1968.

Dice il lavoro dello scrittore è prendere parole aggettivi nomi e farle leggere al lettore in modo che dica “non ci avevo pensato”

Partecipo’ alle serie Kunta Kinte, Radici nel 1977 e recitò una poesia in occasione dell’insediamento di Clinton.

Si arrabbiava quando usavano la parola “negro” lei diceva il veleno rimane veleno, anche se lo metti in un bicchiere di cristallo.

Le sconfitte servono a sapere chi siamo.

Senza dubbio rappresenta le radici profonde della cultura americana.