OLMO


OLMO DI LANDO Senigallia (AN)

“Olmo” di Lando detto Olmo Bello, Casine di Ostra.
Diametro metri 35 e 110 di circonferenza – altezza metri 28 – circonferenza tronco metri 5,50

Trovare una foto di questo albero non è stato facile, poi un articolo in rete mi ha fatto ricordare meglio e non posso non pubblicarlo !

http://naturaetratio.blogspot.it/2016/10/addio-agli-olmi.html

OLMO

Ne ricordo le forme, due enormi alberi nel piazzale, alla base non si abbracciavano in due persone, uno dritto, l’altro più piccolo, ma più nodoso e pendeva come la torre di Pisa.

Si trattava di olmi, un tipo di albero d’alto fusto molto resistente alle malattie e alle avversità della natura.

I piazzali mezzo secolo fa non erano cementificati come siamo abituati a pensarli adesso.

Qua e là erano cresciuti alberi di pioppo, cercavano di farsi spazio sotto le grandi chiome degli olmi.

Uno di questi aveva una cavità ad un metro di altezza da terra. Noi ragazzi sapevamo che all’interno nascevano i funghi pioppini e se riuscivamo a portarli alle nostre mamme sapevamo di farle felici.

A quasi dieci metri d’altezza del tronco di uno degli olmi, tra i grandi rami si era formato un grosso buco e anche lì, dopo qualche pioggia si depositava l’acqua e ci nascevano i funghi.

Non so come fosse stato scoperto quel buco, e se fosse stato fatto appositamente per farci crescere i funghi.

L’unica cosa che so è che a noi ragazzi proibivano di andare con una scala di ferro a prenderli.

I funghi nascono solo se c’è un micelio, ho scoperto dopo molti anni che per ottenere aree produttive di funghi si devono inoculare miceli dei funghi da coltivare.

Qualcuno del paese sapeva quali erano le tecniche giuste, i segreti necessari; certe informazioni sono adesso conosciute da stimati agronomi, professori universitari, e poche persone comuni conoscono ancora queste operazioni.

Ricordo ancora la giornata di condivisione in una borgata del paese, probabilmente era un giorno festivo, gli uomini delle famiglie vicine si erano resi tutti disponibili, erano in cinque.

Si trattava di attivare una fungaia; il materiale era pronto. L’esperto aveva messo dei rami con micelio vicino ad un grosso tronco di diametro di almeno sessanta centimetri , ed i microrganismi erano penetrati, lo si vedeva dal colore bianco del micelio. Ora c’era da fare un grosso lavoro, si trattava di interrare il tronco, preparare una grossa buca profonda almeno un metro e calarlo dentro, lasciando scoperto una ventina di centimetri di legno. Il tronco veniva poi coperto con una balla di iuta, poi annaffiato e doveva mantenere sempre una certa umidità.

Ogni mese produceva funghi pioppini in quantità. Quando si vedeva alzare la balla voleva dire che sotto c’erano i funghi.

La fungaia produceva funghi per diverso tempo e comunque un peso di funghi non superiore al peso del tronco stesso.

Ognuno degli adulti presenti se fosse vivo adesso saprebbe quale albero scegliere, quando collocarlo in terra, come e quanto annaffiarlo per ottenere una produzione continua di funghi.

Non ricordo quanto fossero buoni quei funghi sott’olio, so che vorrei rifarli, mi piacerebbe poter dire di averli prodotti da solo, a casa mia.

Venti anni fai tornai in quel luogo magico, dove c’erano gli olmi, non trovai nulla, mi dissero che erano morti in poche settimane, sembra che questo sia tipico dell’olmo.

Non c’erano nemmeno i pioppi. Quasi tutti gli abitanti del luogo si erano trasferiti, la ditta dove lavoravano aveva chiuso molti anni prima.

Ci sono ritornato anche l’anno scorso e la cosa è stata ancora più triste. L’avevo visto da google earth. La zona era stata delimitata perché pericolosa, in quanto vicino ad una zona industriale con prodotti chimici tossici. Pensare che ci ho vissuto per anni, e ho mangiato anche i funghi nati proprio lì vicino. Quando vedi le foto nel computer, come nella sala di controllo di un aeroporto, non è come vedere i luoghi dal vivo. Passare oltre la zona proibita, tra rovi, spine, vegetazione alta un metro, ritrovare la casa dove hai abitato, murata a porte e finestre per evitare che frani o che venga abitata da abusivi ; mi ha fatto un certo effetto.

Sono stato lì cinquanta anni fa, sono ancora vivo, e vorrei far crescere i funghi come facevano i vicini di casa e abitanti di quei luoghi.

Ora voglio realizzare quelle cose difficili che non ti riescono mai, e per fortuna trovi un amico che te lo spiega, o un blog su internet, o un video su youtube, qualunque cosa possa essere, se funziona, si mettono in moto delle forze finora mai attivate, e finalmente si sprigiona un grido, viene da dentro : – ma perché non l’ho fatto prima ! –

Questi ricordi di bambino risalgono a quando i pioppi venivano usati per limitare le aree coltivate.

Con l’introduzione di mezzi agricoli sempre più potenti sono stati tolti. Quella dei funghi era una risorsa per utilizzare al meglio i tronchi.

Ho provato diverse volte a ripetere quanto avevo visto eseguire. Non ci sono mai riuscito.

Credo che dovrò organizzare anche un corso per la produzione di funghi !

p.s.  la foto è di un olmo delle Marche, mentre il racconto è ispirato ad un luogo toscano. Purtroppo non sono riuscito a ritrovare foto degli olmi del cortile, erano più piccoli, ma d’estate c’era un bel fresco sotto le loro chiome.

Questo invece è quel che trovai lo scorso anno.

orbetello-casa

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GRU


gru

 

 
GRU

Le alte torri metalliche sembravano ghermire gli immobili della città.
Si poteva tentare di contarle, ma erano troppe.
Erano gli anni del boom edilizio.
Se ci fosse stato materiale meno costoso della sabbia, l’avrebbero usato.
Il lavoro c’era per tutti e faceva percepire sicurezza.
Italiani e giapponesi, i grandi risparmiatori (forse perché avevano perso la guerra ?)
I risparmi spesso convogliati verso l’acquisto di case di proprietà alimentavano il mercato immobiliare.
I mostri d’acciaio protesi a convogliare cemento nei posti giusti rappresentavano l’indice di operosità di un territorio.
Se c’erano gru, voleva dire che c’era lavoro e quindi benessere.
Le gru non hanno avuto molti figli.
Mentre crescevano palazzi in ogni direzione le gru sono quasi scomparse.
Un animale in via di estinzione.
Ci pervade un po’ di nostalgia per quei momenti di intense attività immobiliari.
Vorremmo ritornare a quel benessere diffuso.
Come ha potuto il prodotto di quelle gru elargire tanto benessere ?
Cosa ci è rimasto adesso ?
Nessuno nutre ora le poche gru rimaste.
Quei pilastri di metallo non sputeranno più grandi quantità di cemento sul nostro pianeta.
Sono solo riflessioni alla ricerca di crescite alternative, senza ….gru !

Orto nel campo


Sottotitolo: “più frittata per tutti!” Oggi è una giornata speciale: ho raccolto i miei primi 3 kg di zucchine. Mi sento come Paperon de Paperoni quando nel Kloendike scavava con le unghie la sua prima tonnellata d’oro. E ieri è stato altrettanto speciale perchè ho ricevuto l’ispezione dell’amico Roberto Francalanci, maestro di orto e […]

via L’Uomo Del Monte ha detto: “Si!” — joseph pastore maker

GOCCE GEMELLE


gocce

img dal web

GOCCE GEMELLE

Siamo come delle gocce, e prima di diventarlo davvero, magari c’è voluto anche tanto tempo.
Dall’unione di tante gocce si formano acque fresche pronte a dissetare i bisognosi, acque che lavano, purificano, irrigano, detergono.
Poi altre gocce si fanno prendere dalla fretta, spinte da eventi che non possono controllare, seguono canali impetuosi, provocando danni incalcolabili.
Mi sono trovato, goccia nel mio paese, a riunirmi ad altre gemelle e ancora altre venute da lontano, ed è stato bellissimo quando ho scoperto che certe gocce sono intelligenti, disponibili, ma soprattutto si forma empatia fra le stesse.
Un’introduzione forse fuori luogo per parlare di gemellaggio tra paesi, un’attività che può sembrare marginale, ma che per pochi giorni, nel mio paese ha impegnato molti amici.
Ci siamo trovati a ricambiare l’ospitalità del viaggio effettuato in Marzo, in Francia, nella città alsaziana di Guebwiler, e liberati da ogni dosatore e senza pensare a quanto avessimo ricevuto, ci siamo preoccupati di dare informazioni, indicazioni, guidarli alle eccellenze del nostro patrimonio artistico, le nostre attività produttive, la gastronomia, la cucina, l’economia.
Sono rimasti molto contenti, ce lo hanno confermato nell’assaggiare i prodotti della cucina toscana, o ammirare i paesaggi della campagna toscana, le ville, i castelli, le chiese, i musei, i prodotti dell’industria locale.
Molte sono state le domande, da queste è emerso il confronto, quando ci si confronta si possono apprezzare percorsi diversi dal nostro se conducono a soluzioni migliori.
Un componente del gruppo francese spesso si animava di un mantra :
– non esistono problemi, esistono soluzioni ! –
Abbiamo confrontato le caratteristiche e peculiarità dei due paesi come i ragazzi quando confrontano le collezioni di figurine e riescono a completarle con gli scambi.
Come se ognuno dei due paesi avesse dovuto ultimare un enorme puzzle senza conoscere il disegno definitivo.
Il fatto di conoscere ed apprezzare altre culture non ci deve distogliere dal dimenticare la nostra identità.
Su questa prima di tutto occorre riflettere.
Allora prima di pensare quello che ci divide (e mi riferisco a idee politiche, razziali, antipatie personali) occorre mettere in campo ciò che unisce.
Solo quando queste barriere saranno abbattute si potrà parlare, confrontarsi e allora le gocce potranno unirsi ancora e formare un’acqua dissetante e corroborante.

GOUTTES JUMEAUX

Nous sommes comme des gouttes, et avant de devenir vraiment, peut-être il faut trop de temps.
Beaucoup de gouttes sont formées par l’union de l’eau fraîche prête à étancher les nécessiteux, lavage à l’eau, nettoyer, rincer, nettoyer.
Ensuite, plus de gouttes se hâter, entraînée par des événements qu’ils ne peuvent contrôler, suivre les canaux impétueux, causant des dommages incalculables.
Je me suis retrouvé, goutte dans mon pays, de se réunir avec d’autres jumeaux, et d’autres encore viennent de loin, et il était beau quand je découvre que certaines gouttes sont intelligents, disponibles, mais surtout il forme l’empathie entre eux.
Présentation peut-être sur place pour parler de jumelage entre les pays, une activité qui peut sembler marginal, mais pour quelques jours, dans mon pays, a commis beaucoup d’amis.
Nous avons dû redonner l’hospitalité du voyage en France, q’on a fait dan le mois de Mars, dans la ville alsacienne Guebwiler, et se débarrasser de tous les doseurs, et sans penser à ce que nous avions reçu, nous étions inquiets de donner des informations, les directions, les guider à l’excellence de notre patrimoine artistique, nos activités de fabrication, la gastronomie, la cuisine, l’économie.
Ils étaient très heureux, nous avons confirmé dans l’échantillonnage des produits de la cuisine toscane, ou admirer les paysages de la campagne toscane, villas, châteaux, églises, musées, produits de l’industrie locale.
Il y avait beaucoup de questions, il est ressorti de ces comparaisons, lorsqu’ils sont confrontés, vous pouvez apprécier des chemins différents de notre si elles conduisent à de meilleures solutions.
Un membre du groupe français souvent animé par un mantra:
– Il n’y a pas de problèmes, il y a des solutions! –
Nous avons comparé les caractéristiques et les particularités des deux pays que les garçons lorsque l’on compare les collections de figurines et parviennent à les compléter avec les échanges.
Comme si chacun des deux pays avaient dû remplir un énorme puzzle sans savoir la conception finale.
Le fait de connaître et d’apprécier d’autres cultures ne doivent pas nous empêcher d’oublier notre identité.
Sur ce premier de tous, il doit refléter.
Donc, avant de penser à ce qui nous divise (et je me réfère à la politique, la race, aversions personnelles) doivent être mis en place ce qui unit.
Seulement lorsque ces obstacles seront démolis vous pouvez parler, discuter, et puis le gouttes à nouveau et se rejoignent pour former une trempe à l’eau et vivifiant.

INGEGNO 2 parte


mezzina

foto a sinistra scattata con cellulare cinese : mezzina in rame dei primi del novecento, tipica della toscana

doccetta da giardino

immagine dal web a destra : contenitore dotato di pompa manuale contiene circa otto litri di acqua, per uso doccia

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INGEGNO 2 capitolo

Quando si aspettano ospiti in genere si controllano le scorte di buon vino e si prepara qualcosa di buono per fare una bella figura.
L’idea è quella di non arrivare all’evento impreparati.
Immaginate se vi venissero ospiti e magari avete tutte le sedie scollate e non le avete fatte riparare, quando si mette a sedere il vostro migliore amico robusto e si sfracella in terra accanto alla tavola ! Che disastro !
La prevenzione è una attività non molto diffusa.
Se lo fosse non succederebbero tanti disastri.
Oggi mentre apro la cannella del rubinetto penso alla carenza di acqua nel globo e quanto siamo ancora privilegiati nel nostro paese.
Osservo l’acqua che scorre e quanto lavoro c’è dietro, alle aziende di distribuzione, agli impianti idraulici, ai produttori di rubinetterie, alle lamentele degli utenti.
La mente naviga anche ai ricordi di molto tempo quando l’acqua c’era già nelle case, ma la nonna ancora rammentava di quando con tanta fatica andava a prendere l’acqua al pozzo per l’utilizzo domestico.
L’acqua era usata con parsimonia e anche l’introduzione della lavatrice fu dapprima osteggiata e poi accettata.
Le buone abitudini durarono più a lungo.
Mi ricordo in particolare il lavaggio estivo dei capelli.
La mamma si era procurata una stagna di plastica di circa venti litri. Nei mesi estivi la esponeva al sole riempita di acqua.
Nel pomeriggio quando la temperatura esterna aveva riscaldato le mura della case, l’acqua della stagna era alla temperatura giusta per il lavaggio dei capelli, a volte anche troppo calda.
Era come un reset del corpo, con la soddisfazione di sentirsi la testa pulita, i polpastrelli strusciavano i capelli e senza resistenza alcuna si appoggiavano sulla pelle del viso.
Il sole e il venticello del pomeriggio asciugavano le folte capigliature opportunamente pettinate dopo il lavaggio.
La piacevole pratica della cura personale, trovava connubio con un oculato utilizzo delle risorse.
La stagna era sufficiente per due persone.
Nel vano tentativo di rivivere quei momenti di gioventù ho cercato almeno di utilizzarne gli spunti.
Ecco quindi la realizzazione di idee, l’inventiva, la parte nascosta di noi ricacciata in profondità dal comodo, dal facile, dalla moda.
La stagna degli anni ’70 veniva utilizzata svuotandola piano con un piccolo secchiello di plastica, versando l’acqua con l’aiuto di un familiare.
Ora si può fare di meglio, ma non parlo dei vaporizzatori con acqua del rubinetto !
Ci sono diversi modelli di “doccia solare da giardino” .
Eccone uno : una doccia con pompa manuale, contenente 8 lt d’acqua che può essere riscaldata mediante il calore del sole. Corredata di doccetta, grazie all’azione manuale della pompa garantisce il piacere di una doccia vera. Se non volete perdere tempo, ma…siete ostinati del fai da te, avrete da divertirvi e gli sforzi saranno seguiti dalla soddisfazione di poter godere della doccia calda in giardino senza bisogno di scaldare l’acqua.
Ogni volta che vi lavate ci sarà da pompare, perché l’acqua non va all’insù !
Buon lavaggio !

IL PANINO, una provocazione


panino

img dal web

IL PANINO, una provocazione

Non dovremmo mangiare più di quanto abbiamo bisogno.
Nella rincorsa alla quantità e alla qualità abbiamo aggiunto, modificato e rivisto ogni possibile ricetta della nostra storia.
Nel seguire le regole matematiche del buono + buono = due volte buono e sostituendo ottimo + ottimo = due volte ottimo e così via siamo arrivati anche ad aumentare le dosi.
Come nelle merendine…. stiamo assistendo a confezionamenti di vere e proprie bombe caloriche.
I ragazzi degli anni 2000 non si sottraggono a questa regola.
Ancora una volta parlano i dati.
I ragazzi girano con i telefonini fin dalle elementari, ma vanno a scuola accompagnati fino alle medie.
Si allontana sempre di più la data della delega completa delle responsabilità, e vengono loro affidate sempre più tardi.
Ecco la provocazione :
Insegniamo a farsi un panino per la merenda !
Non le patatine o i dolciumi, un vero panino con quello che vorrà vostro figlio o figlia.
Si tratta di una attività che potrà essere effettuata autonomamente.
Sarà contento di svilupparla e sarà gratificato quando se lo mangerà.
Potrà dire di averlo preparato da sé, sarà una merendina di meno dal distributore. Forse lo prenderanno in giro gli amici, ma non dovete pensarlo, non si sa mai.
Ebbene sì !!
Vostro figlio potrebbe lanciare una nuova moda, che poi è vecchia, quella del panino fatto in casa.
Magari non si tratterà di risparmiare e forse costerà di più, ma il panino sarà frutto di una ricerca di cibi genuini. Vostro figlio comincerà ad apprezzare quanto di buono può essere inserito tra due fette di pane, e potrebbe essere di più di una merendina non in termini di calorie, ma di “soddisfazioni”.
E se diventasse l’idea per un pasto ? E se vostro figlio accedesse alle graduatorie degli chef pentastellati ?
E allora tra qualche anno magari vi metterete a tavola impugnando da un lato coltello e dall’altro forchetta dall’altra e chiederete al figlio :
– E oggi che si mangia ? –
Un panino ? O magari solo pane o pomodoro ….
Buon appetito !

INGEGNO


COMPRESSORE FRIGO

Img dal web

INGEGNO

Negli anni settanta c’erano veramente tanti lavoratori impegnati molte ore alla settimana.
In certi uffici si lavorava perfino il sabato.
Il tempo libero non era molto, ma qualcuno trovava il tempo di dilettarsi alle attività più strane.
Andrea lavorava come meccanico in una azienda di costruzioni di precisione.
Conosceva ogni tipo di metallo e poteva modellarli a suo piacimento con martelli, lime, o altri utensili. Sapeva saldarli con gli appositi saldatori a stagno, gas, o fiamma ossidrica.
Si era costruito un portabiciclette in ferro anticipando le rastrelliere che troviamo in prossimità dei parcheggi dei supermercati.
L’altalena per il figlio l’aveva ottenuta da una robusta longarina assicurata al muro della casa con enormi viti a ferro ancorate nella pietra. Dalla longarina calavano due catene e terminavano con una seggiolina in spessa lamiera verniciata. Bastava spingere i bambini e il divertimento era assicurato.
Le opere di ingegno si susseguivano e lo scopo era dotarsi di strumenti utili e condivisibili con la famiglia.
Andrea riuscì a procurarsi un vecchio frigorifero.
Il motore era funzionante, tolse solo quello e buttò via il resto. Quando si stacca il motore, il gas fuoriesce, ma il motore funziona come i rumorosi compressori ad aria e appena collegato in modo corretto alla rete elettrica si comporta in modo egregio ad esempio per gonfiare le biciclette.
Al minuscolo tubo in metallo della circolazione del gas Andrea aveva attaccato un tubetto in plastica e provò perfino a metterci il manometro per la pressione.
L’idea risultò buona e funzionò bene nel periodo estivo.
Stranamente l’oggetto si era portato dietro dei ricordi del frigorifero. Era molto silenzioso, ma funzionava come i tergicristalli delle auto dei carabinieri.
Ah ! Non la sapete la barzelletta ?
Il maresciallo chiede all’appuntato se funziona il tergicristallo e questi risponde :
– ora si , ora no , ora si, ora no – mmm…… dovete ridere altrimenti non l’avete capita !!!!!!!
Infatti la pompa funzionava ad esempio tre minuti, poi inspiegabilmente si bloccava per un minuto e sempre senza motivo iniziava di nuovo a pompare.
Nell’estate con il caldo andava a diritto come la banda, poi in inverno stava anche dieci minuti ferma e accesa solo qualche minuto.
Una volta gli rimase accesa e probabilmente pompò fino a che capitando in garage per caso sentì il rumore della pompa.
Il mistero venne svelato da un termostato che era rimasto attivo. Quando c’è molto freddo il frigorifero non si accende, e infatti in inverno il motore pompava molto meno.
Se era freddo che pompava a fare ? Andrea rimaneva lì come un bischero ad aspettare che la bicicletta si gonfiasse.
Spesso si scocciava e allora prendeva la vecchia pompa a stantuffo che non tradiva mai.
Le opere di ingegno vanno capite a fondo se no, meglio lasciar stare.
Ora se Andrea avesse i filmati di youtube con le modalità per autocostruire compressori con motore di frigorifero e estintore usato chissà quanti spunti avrebbe !

COMMENTI SU FACEBOOK ……


facebook immagine

Img dal Web

COMMENTI SU FACEBOOK ……

Qualche mese fa era apparso un bando per un progetto finanziabile in ambito PSR relativo a siti contaminati, subito erano apparsi i commenti su FB.
I cittadini di un certo paese hanno un sito contaminato a ridosso del paese ormai da 50 anni e le probabilità di ri-usarlo si riducono sempre di più.
Dopo decine di commenti dei lettori, sono intervenuto con questo lungo commento e voglio condividerlo solo adesso, quando gli spiriti bollenti sono un po’ placati, ma ancora niente è stato fatto.

“ Credo che abbiamo tutti ragione.
Ha ragione XXX1 quando afferma che le cose le devono fare gli specialisti e gli architetti devono fare altre cose, suggerisce di non spostare l’enorme massa di terreno contaminato con enormi costi e che comunque andrebbero solo in un altro luogo, con grosse ricadute ambientali in termini di emissioni a causa dei trasporti di movimento terra.
Ha ragione XXX2 quando afferma che dietro a grosse cifre spesso possono comparire grosse ombre.
Ha ragione XXX3 quando sostiene che il cambio dei massimali è come tappare un buco nel muro con un poster.
Ma …. il cittadino ?
E’ giusto che possa anelare a qualcosa di bello, fruibile e magari a basso costo ?
Gli specialisti hanno il sopravvento su tutto e ci si deve fidare a prescindere.
Quando fanno l’analisi di una sorgente ci dicono come deve essere e guarda caso poi ci inducono a comprare acqua imbottigliata, e siamo il terzo paese nel mondo a consumare acqua in bottiglia !
Si inventano una piramide alimentare e ci dicono cosa mangiare.
Poi altri esperti di marketing con speciali tecniche di vendita e giocano sul bisogno umano di omologazione ci indicano le mode da seguire.
I soliti specialisti delle bonifiche saranno certamente pieni di lavoro con il ripristino dei terreni della terra dei fuochi.
Mentre la richiesta di bonifica aumenta mi domando se sono di pari passo aumentate le ditte abilitate ad effettuare questi lavori.
Business è la parola magica. Se c’è guadagno abbastanza le attività partono come treni, e per ora forse se lo stanno solo dividendo ….i soliti specialisti.
E’ la mia percezione, può darsi sia vero, non credo esistano dati in rete….
Forse vado fuori tema, ma ho delle perplessità anche sulle norme di sicurezza e salute. E non mi riferisco ad Arpat, ma a quelle nazionali.
Siamo gli unici in Europa ad avere leggi sulla sicurezza talmente complicate da non riuscire nemmeno a spiegarle ai giovani universitari stranieri dell’Erasmus con tirocini in Italia.
Sto affermando che se certe cose non ce le possiamo permettere è necessario rivederle.
Ecco alcuni esempi :
– standard super-sicuri di bonifica anche in presenza di materiali non pericolosi.
– regole di risanamento dell’amianto (come già forse voleva accennare XXX1).
– ripensare al riuso dei siti con l’ausilio ad es. di silvicoltura, canapa o altro … ma all’estero lo fanno che sono più bischeri di noi ? O siamo noi che vogliamo fare i ganzi ?
– smettere di pensare a volumetrie per l’abitazioni civili che nessuno comprerebbe.
Mi riallaccio infine a questo interessante stimolo di conversazione proposto da YYY del progetto finanziabile in ambito PSR con questa “provocazione” :
ma….se non lo vincono… ? Che succede ? Rimane così ? Abbiamo un piano B ? ? “

IL MATTONE


mattone

Img dal web

IL MATTONE

Non mi posso esimere dal desiderio di trattare questo delicato argomento.
Per capire dove siamo occorre sapere da dove siamo partiti.
La nostra Italia è la più grande consumatrice di suolo d’Europa.
Sembra così ancora affamata di suolo che non si fa altro che parlare di grandi opere e di rilancio dell’edilizia.
Se andiamo poi a guardare bene gran parte delle opere proclamate non solo non sono finite, ma i loro costi sono lievitati fino all’inverosimile. Lo scopo era di sistemare i soliti amici, spesso l’intento è riuscito.
In passato nel blog mi sono occupato di beni comuni, ed è stato solo un timido approccio, vorrei ora rileggere il problema edilizia con questa chiave di lettura.
Lo studio attento della nostra costituzione, i tentativi maldestri e qualche volta riusciti di stravolgimento della stessa, la perdita di efficacia dello Stato nel ruolo decisionale e guida nella gestione del territorio, lo strapotere dei governi succeduti negli ultimi anni e dettati dall’emergenza mi conducono ad analizzare il mattone da un altro punto di vista.
Se ci lamentiamo dell’alluvione a Genova, dello scandalo del Mose a Venezia o dei collusi dell’Expo, sappiamo che ogni disastro era “annunciato”.
I cittadini da sempre con movimenti autonomi, comitati, associazioni segnalano gli illeciti all’ambiente, le infiltrazioni mafiose, i reati al territorio e molto altro.
La voce più inascoltata è quella dei deboli, senza potere, senza possibilità di avere peso nelle scelte delle amministrazioni centrali o periferiche.
Ho preso spunto per questo articolo da un libro di Paolo Berdini “Le città fallite”.
http://www.nuovatlantide.org/le-citta-fallite/
Il libro si snoda in un percorso storico, culturale, ma soprattutto politico della nostra Italia con moltissimi dati interessanti e riferimenti legislativi.
Non è facile sintetizzarlo, quel che sembra chiaro e documentato è che gli interessi economici hanno preso il sopravvento sugli interessi territoriali.
Le istituzioni hanno deciso di imporsi dando priorità al denaro, che mette sempre in accordo costruttori e amministratori, e il cui dictat pare sia: distruggere i territori.
Ecco quindi l’invenzione dei «Consorzi di imprese», che si dividono gli appalti delle grandi opere pubbliche. Siamo nel periodo post-Craxi, nascono le municipalizzate, poi andrà sempre peggio.
La soluzione proposta da Paolo Maddalena (sua è la prefazione) e che Berdini conferma è che il potere pubblico deve “disporre pienamente della titolarità di perseguire il futuro di una comunità”. Maddalena sostiene che “i diritti edificatori non esistono”, e l’Italia in questioni di territorio, tutela dell’ambiente, diritto alla casa, dovrebbe ricominciare dando valore a tutto questo.
L’urbanistica sembra essere la grande colpevole di atti scellerati sul territorio.
Non ha colpe ! Ha agito nella legalità.
Ma non erano nemmeno i cittadini a costruire fabbricati abusivi e poi aspettare tranquilli il condono, o meglio non solo loro.
Ne sono stati fatti ben quattro, e con ognuno di essi sono state perdonate efferatezze sull’ambiente più o meno importanti.
Ma non è nemmeno quello il problema !
Infatti la proprietà privata viene messa al centro dell’attenzione.
Secondo me è qui l’errore.
Se non accettiamo il principio che deve essere il territorio il focus dell’interesse della collettività, ben poche discussioni potranno continuare. Siamo noi parte del territorio e i titolari delle proprietà non dovrebbero essere liberi di farne l’uso che vogliono anche se autorizzati dalle amministrazioni locali.
Ecco queste mie considerazioni dopo aver letto il libro.
Hanno fatto credere che tutti si possono arricchire con un pezzo di terra appena questa diventerà edificabile.
Hanno fatto credere che il “mattone” cresce sempre di valore, perché è sempre stato così.
Hanno fatto credere che la città è più importante della campagna, e la città in questo modo è cresciuta così oltre le necessità.
Quando ad un certo punto tutte queste certezze sono crollate insieme, è crollata anche la fiducia in altri valori che non erano nemmeno in discussione, ergo c’è la crisi, quindi si vede tutto negativo ad oltranza e allora contrazione dei consumi ecc
Come è possibile ?
La parola “investimento”, cerco nel dizionario Garzanti e trovo :
– impiego di fondi in forme (azioni, titoli di stato, immobili, oro ecc.) che prospettano un reddito più elevato o un aumento del valore reale –
ma anche :
– l’investimento immobiliare protegge dall’inflazione –
Non hanno scritto che l’investimento immobiliare è uno dei più rischiosi in assoluto e la redditività è la più incerta del panorama finanziario.
Penso agli italiani degli anni ’60 che preferivano indebitarsi e comprare case, e hanno continuato visto che in Italia ci sono oltre sette milioni di appartamenti vuoti.
Ce ne sono così tanti che si potrebbe ospitare un paese africano intero e soprattutto evitare di costruire nuovi appartamenti per molti anni.
Ma allora i costruttori ? Che faranno per tanto tempo ?
Non ho la soluzione. Sarebbe troppo bello ! Di sicuro si dovranno riconvertire in riqualificazione e ristrutturazione dei fabbricati come minimo.
Mi vengono a mente dei suggerimenti, passano attraverso la condivisione delle risorse.
Ci sono leggi introdotte di recente, alcune non mi piacciono e allora occorre azionare il buon senso, altro grande assente !
Non mi piace l’esenzione del pagamento di tasse sulla prima casa, mi vengono a mente ricconi con prime case con centinaia di stanze e non pagano nulla come il pensionato con il monolocale.
Non mi piace l’innalzamento dell’aliquota IVA , tradotto in soldoni è anche la morte dei consumi, come diceva Totò “a’ livella ! “ E’ vero che pagano tutti, ma per chi ha meno rappresenta molto.
Non mi piace sapere che il fondo monetario internazionale stima in 120 miliardi il volume degli investimenti della malavita organizzata in Italia.
Non mi piace sapere che l’urbanistica è stata piegata più volte dalla speculazione finanziaria es. Expo 2015, Monte Paschi a Roma (1993 con Ligresti).
Non mi piace l’eccessivo impegno destinato alle grandi opere, come se non ci fosse altro da fare (il numero delle grandi opere che possono usufruire di semplificazioni procedurali era di 102 nel 2012 ed è passata a 349 ,per arrivare a 504 nel 2014)
Noi semplici cittadini come possiamo capire se una legge è giusta ?

Per capirlo basta fare la prova del nove, quella delle moltiplicazioni, vi ricordate come funziona ?
Dopo aver effettuato dei calcoli matematici usando carta e penna e senza calcolatrice con un conteggio semplice ed efficace andiamo a verificare se il calcolo effettuato è esatto.
Una operazione dovremmo applicarla a tutte quelle modifiche del territorio che ci vengono suggerite dal politico di turno.
Capita infatti molto spesso che non abbiamo le competenze per valutare la portata dei cambiamenti legislativi. Basterebbe ci domandassimo :
– Quanto serve per il territorio ? Lo rende più bello ? Sarà più sicuro ? Si arricchiscono solo alcune persone ? –
Se una sola di queste risposte non vi sembra ok se state leggendo queste righe e vi sembra di dover fare qualcosa per il vostro paese, ci sono possibilità che vi facciate portatori di qualche progetto per la vostra comunità !
Ecco alcuni riferimenti toscani di movimenti di cittadini :
http://www.perunaltracitta.org/la-citta-invisibile/
ce ne sono in ogni regione, non conta la colorazione politica, sono gli obiettivi che li animano.
Poi vorrei affrontare il delicato argomento dei reati ambientali strettamente connesso al mattone.
Atlante italiano dei conflitti ambientali
link http://atlanteitaliano.cdca.it/
Centro di documentazione dei conflitti ambientali
link http://cdca.it/
Ci sono per la cronaca 180.000 ettari di terreno altamente inquinato (fonte Legambiente)
Le ricadute sono sulla salute.
Es. Progetto Sentieri – Ministero della Salute
per gli interessati questo il link http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2147
In molti casi è lo stato ad essere inadempiente, come nel caso del referendum sull’acqua bene comune. Non sono stati rispettati gli esiti del referendum.
L’Italia inoltre ha ratificato la convenzione di Aarhus
vedi link dal sito Ispra : http://www.isprambiente.gov.it/it/garante_aia_ilva/normativa/Normativa-sull-accesso-alle-informazioni/normativa-sovranazionale/la-convenzione-di-aarhus
questa stabilisce il diritto dei cittadini a partecipare ai processi decisionali ed avere accesso alle informative in materia ambientale sia a livello locale che nazionale.
Verrebbe da ripensare anche la corsa all’energia. Ci sono molti paesi che dispongono di più energia di quanta be abbiano di bisogno.
Non si sente parlare di efficienza energetica ed eliminazione degli sprechi. Molti la chiamano risparmio energetico, ma stranamente spesso viene osteggiato a priori anche se dopo l’applicazione contribuisce al contenimento dei costi.
Il contributo della cittadinanza attiva è centrale alfine di creare un nuovo modello di vita delle persone. Che aspettiamo ?

Altro che mattone !
Vi ho dato una mattonata ! Troppo lungo lo so dovevo fare due articoli, bah sarà per la prossima 🙂

IL PROGETTO


habitat

Avevo promesso di tradurre l’articolo dei blogger francesi, dopo quasi 40 anni dalla fine dei miei percorsi scolastici non è facile tradurre in modo impeccabile, forse non ero molto bravo nemmeno a scuola. Ora c’è google e altri programmi che ci danno una mano.
E mentre mi adoperavo a tradurre gli amici francesi pubblicano il loro progetto in inglese !
Non ce la posso fare !!!

ecco il link al blog attuale, in lingua inglese :
https://coupdepoucepourlaterre.wordpress.com/english/the-project/

e qui di seguito l’articolo tradotto e l’orginale postato tempo fa in lingua francese
e….. quando imparo a mettere le lingue nel blog vi faccio un fischio !!!!!!

Progetto

Il viaggio che noi stiamo intraprendendo mira a soddisfare progetti avendo tratti al concetto di sviluppo sostenibile europeo. La nascita di questo progetto è dovuto alla nostra sensibilità per i diversi movimenti come quello della transizione da Rob Hopkins, uno del deperimento o addirittura felice sobrietà di Pierre Rabhi, ecc. Vogliamo incontrare, per arricchire e condividere le idee di queste persone in cerca di coerenza tra la loro vita, il loro lavoro e questioni ambientali attuali.

Questi progetti riguardano ambiente così com’è , agricoltura, energia, cibo, salute, economia, vita in comunità ecc.

I governi si coprono il volto rispetto al clima, cosa ne pensano i cittadini? Troppe decisioni politiche sono gestite da pochi grandi gruppi ultra ricchi senza etica, agricoltura, sanità, energia ecc sono le vittime principali, ma cosa ne pensano i cittadini? Crediamo che le soluzioni debbano venire “dal basso”, quindi cerchiamo di incontrarli.

Il coraggio di questi pensatori ci interessano molto di più che le ultime notizie di un governo che, di interferenza, vorrebbe governare una nazione, un continente o addirittura un pianeta. Il territorio deve essere più importante proprio ora! I progetti che visitiamo sono connessi al loro territorio, servirà a lui e viceversa.

Gestione da parte dei cittadini direttamente in un dato territorio!

Nell’ambito di questi progetti, come sono tutti i problemi attuali? Vogliamo essere osservatori dall’ interno e testimoniare. In questi progetti, gli stessi problemi sicuramente saranno in primo piano, che sarà solo arricchire e diversificare le risposte a queste domande, ognuno sarà in grado di trovare il cibo ai suoi pensieri. Tale ispirazione è originata dalla nostra testimonianza, in modo che siamo attenti e critici nelle nostre descrizioni. Se i luoghi visitati desiderano fuggire dal sistema omogeneo occidentale, come fanno? Reinventare quindi economia, cibo, energia, istruzione, lavoro, comunità? Come fluiscono i loro pensieri? Quali sono le priorità?

Inoltre, i nostri studi ci hanno portato a un certo livello di conoscenza e ci consentono di qualificare le posizioni di copertura preferite in agricoltura, linee guida di gestione forestale, ecc., ma non sappiamo nulla dei lavori verso i quali orienteremo i nostri sforzi ed è abbastanza insopportabile! Sarà necessario anche per noi imparare ad utilizzare le nostre mani e conoscere i mestieri per cui abbiamo a volte decisioni da prendere. La cultura è principalmente manuale.

Tra questi progetti iniziatori di un nuovo mondo, qualche conoscenza continua dopo secoli di sviluppo. Queste pratiche sono attualmente schiacciate da un’omogeneizzazione dettata da livelli gerarchici superiori. Ignoranti o ciechi per la meravigliosa diversità e l’immensa necessità di queste pratiche, governi, Europa e loro corruzioni sono immersione nell’oblio durante questi anni di riflessione e di sviluppo. È quindi la maggiore importanza è farle tirare fuori la testa dell’acqua e che le loro voci siano ascoltate. Siamo tutti orecchie!

Le projet

L’objectif du voyage que nous entreprenons est de rencontrer des projets ayant traits au concept de développement durable européen. La naissance de ce projet est du à notre sensibilité pour différents mouvements comme celui de la transition de Rob Hopkins, celui de la décroissance, ou encore celui de la sobriété heureuse de Pierre Rabhi, etc. Nous voulons rencontrer, s’enrichir et faire partager les idées de ces personnes en recherche de cohérence entre leurs vies, leurs travaux, et les problématiques environnementales actuelles.

Ces projets peuvent donc toucher à l’environnement en tant que tel, à l’agriculture, à l’énergie, à l’alimentation, à la santé, à l’économie, à la vie en communauté etc.

Les gouvernements se voilent la face par rapport au climat, qu’en pensent les citoyens ? Trop de décisions politiques sont manipulées par quelques grands groupes ultra riches sans éthique, l’agriculture, la santé, l’énergie etc. en sont les principales victimes, mais qu’en pensent les citoyens ? Nous sommes persuadés que LES SOLUTIONS VIENNENT « DU BAS », nous allons donc les rencontrer.

Le courage de ces penseurs nous intéressent bien plus que les dernières news d’un gouvernement qui par ingérence voudrait régir une nation, un continent voire une planète. Le TERRITOIRE doit avoir plus d’importance dès maintenant ! Les projets que nous visiterons seront ancrés dans leur territoire, le serviront et vice versa.

Une gestion venant directement des citoyens dans un territoire donné !

Au sein de ces projets, comment sont repensés les problèmes actuels ? Nous voulons en être observateurs de l’intérieur et témoigner. Dans ces projets, les mêmes questions seront surement avancées, ce qui ne fera qu’enrichir et diversifier les réponses à ces questions, chacun pourra y trouver alimentation à ses pensées. Que l’INSPIRATION naisse de notre témoignage, donc que nous soyons critiques et minutieux dans nos descriptions. Si les lieux visités souhaitent s’échapper du système homogène occidental, comment s’y prennent ils ? Comment réinventent ils l’économie, l’alimentation, l’énergie, l’éducation, le travail, la communauté ? Comment sont menées leurs réflexions ? Quelles sont les priorités ?

De plus, nos études nous ont menés à un certain niveau de connaissance et nous permettent de pouvoir prétendre occuper des postes où nous déciderons d’orientations de gestion agricole, forestière, etc. mais nous ne connaissons rien aux métiers dont nous orienterons la gestion et c’est assez insupportable ! Il s’agira aussi pour nous d’apprendre à nous servir de nos mains et de connaître les métiers pour lesquels nous aurons parfois des décisions à prendre. La culture est avant tout MANUELLE.

Parmi ces projets initiateurs d’un nouveau monde, certains poursuivent les SAVOIRS de siècles de perfectionnement. Ces pratiques sont actuellement écrasées par une homogénéisation dictées par les hautes sphères hiérarchiques. Ignorantes ou aveugles devant la magnifique diversité et l’immense nécessité de ces pratiques, les gouvernements, l’Europe et leurs corruptions font plonger dans l’oubli ces années de réflexions et de perfectionnement. Il est donc d’importance majeur de leur faire sortir la tête de l’eau et que leurs voix soient écoutées. Nous sommes toute ouïe !